Fernando Aramburu

Fernando Aramburu Irigoyen,  nato nel 1959 a San Sebastian, è un poeta e scrittore basco poco conosciuto in Italia ma di indiscusso talento. Dopo aver studiato Filologia Ispanica all’Università di Saragozza, negli anni novanta si trasferisce in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi a tempo pieno al giornalismo e alla scrittura. Ha pubblicato romanzi, raccolte di racconti, poesie, saggi e libri per l’infanzia tradotti in diverse lingue e ha ottenuto numerosi riconoscimenti.

aramburu

Tra i suoi romanzi ricordiamo Fuegos con limón (1996), Los ojos vacios (2000), Il trombettista dell’utopia (2003), Viaje con Clara por Alemania (2010), La gran Marivián (2013) e la sua ultima opera: Patria (2016), un grande affresco familiare che ha conquistato i lettori, si è guadagnato un’ottima recensione dal premio Nobel peruviano Mario Vargas Llosa e con il quale si è aggiudicato il Premio de la Critica 2017.

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Il libro del mese: la farfalla nel bozzolo d’acciaio

Dopo tanti anni (non dico quanti per non sentirmi troppo vecchio…) ho avuto l’opportunità e l’enorme piacere di riabbracciare un vecchio compagno di scuola, oggi giornalista e scrittore. Il suo secondo libro, che oggi porto all’attenzione dei lettori di questo blog quale libro del mese, è un’opera sensazionale per contenuto e intenzione e porta con sé un messaggio sul quale ognuno di noi dovrebbe meditare attentamente.

la farfalla nel bozzolo d'acciaio

LA FARFALLA NEL BOZZOLO D’ACCIAIO

di Enzo Melillo

Editore: De Ferrari

Giovanna Romanato è nata nel 1946 a Genova, in una casa di Borgo Incrociati. Aveva 10 anni, quando la poliomielite le ha dato come indesiderato compagno di vita il polmone d’acciaio. Un’esistenza vissuta con dignità e coraggio straordinari, stesa di giorno sul letto della sua camera e di notte in quell’ingombrante cilindro metallico. Avrebbe fatto volentieri a meno del polmone, ma non riesce a odiarlo. Le ha garantito comunque la possibilità di vivere: giorni pieni di dolore, è vero, ma anche d’amore e d’amicizia. “E’ Giò che aiuta gli altri. Li ascolta, li consiglia e li porta a ridimensionare i propri problemi”: sono davvero in tanti, a dire questo, fra coloro che la frequentano…

Questo libro – intervista vuole testimoniare un esempio di vita luminosa nonostante il buio della malattia. Ma ha anche un altro intento: far sapere che si può aiutare Giovanna non solo moralmente. Chi volesse farlo, troverà utili suggerimenti in calce a questo articolo. Ma per non limitarsi solo a dare buoni consigli, l’autore ha deciso di devolvere interamente a Giovanna i diritti d’autore.

Enzo Melillo è nato a Genova nel 1967. Laureato in Scienze Politiche, è giornalista e conduttore dei telegiornali Rai della Liguria. Nei suoi servizi tratta spesso i temi della disabilità e del volontariato. Dal novembre 2015 è anche radiocronista di Tutto il calcio minuto per minuto. Nella carta stampata ha collaborato con “Il Secolo XIX”, il “Corriere Mercantile – Gazzetta del Lunedì”, “Il Giornale” e altre testate. Questo è il suo secondo libro, dopo Voci e volti di Liguria, pubblicato nel 2008 con Frilli Editore. Di entrambi, l’autore ha anche realizzato una versione audio gratuita per non vedenti, ipovedenti e dislessici.

Chi volesse, può aiutare Giovanna anche materialmente:

Codice Iban: IT09D0200801411000100171609 Unicredit Banca spa – Ag. 11, Via D. Fiasella 29/R, 16121 Genova, intestato a Giovanna Romanato.

Le recensioni veraci di Gianluigi Repetto (15)

Il libro recensito oggi da Gianluigi Repetto è un’opera senza dubbio importante, di speranza e di vita e il cui ricavato è devoluto in beneficenza.

Pappagalli verdi

PAPPAGALLI VERDI

Di: Gino Strada

 Pag. 160

 Editore: Feltrinelli

La realtà che sconvolge. Consiglio vivamente di leggere e, soprattutto, acquistare questo libro.

Gino Strada è un chirurgo di guerra e non fa altro che parlare della realtà che si vive negli ospedali di Emergency ed è questo che (s)coinvolge il lettore. Il dottor Strada descrive da dentro i fatti e rende l’immagine della guerra vista da chi è costretto a viverla giornalmente e da anni.

È un libro terribile per ciò che racconta ma straordinariamente positivo per la stessa ragione: Strada dona speranza al lettore descrivendo la forza dei suoi piccoli pazienti, l’umanità dei suoi collaboratori e la vita che prosegue nonostante tutto. Le immagini cruente e/o strazianti sono poche e descritte con distacco scientifico e amara ironia, non so quanto possano essere impressionanti per il lettore. Posso dire che per me, essendo nel settore, sono sopportabili per la maggior parte delle persone.

Leggere questo libro non è assolutamente un perdita di tempo.

Consiglio vivamente di acquistarlo (il ricavato è devoluto in beneficenza), e regalarlo ai nostri giovani perché, forse, capiscano che c’è qualcosa di più e di diverso dalla moda, dal cellulare e dai mille piccoli/grandi egoismi di questa cultura narcisistica dominante.

Voto 8/10

Per Natale regalate un libro

Il tempo scarseggia e ancora brancolate nel buio e non sapete cosa mettere sotto l’albero? Vi sottopongo alcuni libri che potrebbero rappresentare davvero un bel regalo di Natale ma il mio consiglio è: andate in libreria, prendetevi del tempo, girate tra gli scaffali e cercate con pazienza il libro adatto per il regalo che volete fare.

la vita segreta delle muccheLA VITA SEGRETA DELLE MUCCHE di Rosamund Young – In una fattoria della campagna inglese le mucche vivono in piena libertà scegliendo dove pascolare e come trascorrere le loro giornate. Lasciate libere esprimono tutte le loro peculiarità: a Fat Hat, per esempio, sono più simpatici gli uomini delle donne, Chippy non sopporta di dormire con le zampe inzaccherate e ogni giorno va a pulirsi nel fienile; il toro Jake sembra avere una vera e propria dipendenza dai fumi di scarico di una vecchia Land Rover. L’autrice accompagna il lettore tra i campi della tenuta di famiglia e svela come le mucche amano, giocano e sono capaci di amicizie durature, in un racconto dolce, ironico, in pieno clima natalizio.

noi, i salvatiNOI, I SALVATI di Georgia Hunter – Ambientato nel settembre del 1939, nella Polonia invasa dalle nere orde naziste, è un’emozionante odissea di una famiglia di ebrei divisi dalla guerra ma uniti dalla speranza. Ispirato alla vera storia della famiglia della scrittrice è uno dei romanzi più apprezzati del momento. A mio parere lascia a desiderare la traduzione dall’inglese dei tempi verbali ma il contenuto e la trama restano notevoli.

 

 

i colori del nemicoI COLORI DEL NEMICO di S. Thomas Russell – Per gli amanti del genere marinaresco, è la storia di un giovane ufficiale della Marina Reale inglese, una delle cui colpe è avere una madre francese e la cui carriera vacilla sotto il peso di un passato che lo incatena. Troppo carico di termini gergali e tecnici ma anche ricco di suspense, misteri e intrighi, è un viaggio per i mari e tra i velieri di fine ‘700, all’epoca della guerra tra Inghilterra e Francia.

 

 

neppure il silenzioNEPPURE IL SILENZIO E’ PIU’ TUO  di Asli Erdogan – Un libro importante, di denuncia e di ribellione. La scrittrice di Istanbul, che è stata imprigionata per oltre quattro mesi a causa dei suoi scritti, all’indomani del tentativo di golpe del 2016, e nonostante la repressione dei diritti civili nel suo Paese, decide di far sentire il suo grido di denuncia, di essere la prima donna a non avere paura di spezzare quel silenzio assordante, simbolo di un dolore troppo grande da ignorare.

Secondo Le Figaro questo libro “è una prova di grande eleganza stilistica impreziosita da veri e propri lampi di poeticità

storie ribelli

STORIE RIBELLI di Luis Sepúlveda – Un libro in cui affiora il narratore di razza, il mio preferito in assoluto, eguagliato solo da un altro grande scrittore anch’esso di lingua spagnola: Carlos Ruiz Zafón. In questo libro si affacciano i temi dell’amicizia, il ricordo dei maestri, il rispetto per l’ambiente, la lotta per la libertà e per la difesa dei più deboli. Il libro si chiude con il testo scritto da Sepúlveda in occasione della morte del dittatore Pinochet.

La biblioteca di Sir Duncan

La Sir Duncan Rice Library è dal 2012 la nuova sede della Biblioteca universitaria di Aberdeen, in Scozia. Fondata nel 1495, l’Università di Aberdeen è il quinto campus di lingua inglese più antico al mondo e vanta una collezione di 250.000 tra libri e manoscritti. Inaugurata da Sua Maestà Elisabetta II Regina di Gran Bretagna, è stata intitolata all’ex Preside e vice Rettore dell’Università scozzese. Si sviluppa su un’area di oltre quindicimila metri quadrati, ospita archivi e collezioni storiche, una sala riservata ai libri rari e milleduecento posti lettura.

biblioteca Aberdeen

Progettato dal gruppo Schmidt Hammer Lassen Architects, l’edificio è il risultato di una competizione internazionale svoltasi nel 2005, e si distingue per la qualità del progetto e delle soluzioni architettoniche sostenibili. Alto nove piani, è un austero parallelepipedo dalle facciate di cristallo costituite da vetri a elevate prestazioni, ed è stato progettato per minimizzare i costi di gestione energetica.

Il piacere di incontrare i lettori

Uno dei momenti che più amo del mio mestiere di scrittore è l’incontro con il pubblico. Durante le presentazioni, i firmacopie e le manifestazioni è appagante e costruttivo parlare e  scambiare opinioni con i lettori, conoscere i loro gusti, capire cosa li colpisce di un libro, perché scelgono questo o quell’altro volume. Ho avuto la fortuna di conoscere persone con le quali parlare di letteratura è diventata un’occasione di crescita personale. Sono fermamente convinto dell’importanza, per uno scrittore che voglia continuare a migliorarsi, di incontrare e confrontarsi con i lettori, con i librai e con il pubblico in generale. book shopIn Italia, purtroppo, si legge poco e male, l’ho potuto constatare di persona poiché ho trascorso davvero tanto tempo a contatto con la gente. Ciò nonostante, rimane una (ahimè) piccola percentuale di persone che amano leggere, scoprire, confrontarsi e investono volentieri qualche minuto del loro tempo per chiacchierare di libri e di cultura, ed è con queste persone che ho dialogato in modo molto istruttivo. La maggior parte ha fretta, scruta lo smartphone mentre cammina tra gli stand di una fiera, “non ha mai tempo”, preferisce leggere le riviste di gossip o guardare il Grande Fratello in Tv: una volta la cultura “era un lusso per pochi” e molti hanno sacrificato la vita per garantire il diritto allo studio ai propri figli e alle generazioni future e ora la cultura è da molti considerata un inutile balocco. Sì, è vero, dunque: la cultura è un lusso per pochi, per quei pochi abbastanza intelligenti da meritarsela.

Le recensioni veraci di Gianluigi Repetto (14)

Gianluigi Repetto ha recensito in maniera, come sempre attenta, sincera e pungente, un libro che ha fatto molto discutere e tuttora suscita emozioni e pareri contrastanti.

Ragazzi di vita

RAGAZZI DI VITA

Di: Pier Paolo Pasolini

 Pag. 254

 Editore: Garzanti 

Un genio, ma il libro?  Ho riflettuto a lungo prima di scrivere questa mia recensione, mi sono trovato in difficoltà per molti motivi che riassumo in una frase: “Pasolini è un genio della narrativa ma il libro proprio non mi piace”.

Pasolini scrive in modo veramente originale, mentre leggevo mi piaceva la struttura della frasi, la loro musicalità, il ritmo. L’autore scrive rendendo il mondo del sottoproletariato del secondo dopoguerra comprensibile, vivo, giustificato e reale.

 Il libro, confesso, non mi è piaciuto. Non porta da nessuna parte. Le storie si concludono per intuizione. Se l’intento è “disgustare” il lettore, ci riesce benissimo ma poco altro. Se la genialità di Pasolini serviva per indurre la borghesia a un’autocritica sputandogli addosso la condizione degli sfruttati, non è andata a buon fine, come, purtroppo, la storia ha dimostrato.

Come per la filmografia riconosco la grandezza di Pasolini in questo libro ma per me legarla così tanto all’osceno ne impedisce l’universalità.

Adatto a chi voglia studiare l’Italia del sottoproletariato del secondo dopoguerra, vale più come saggio che come romanzo. Per il mio gusto avrei dato 5/10 ma non posso non riconoscere la genialità.

 Voto 7/10