WILDGUY – Protocollo Dupuy

L’autore del romanzo che presento oggi è un personaggio circondato da un’aura di mistero e la cui biografia è giocoforza lacunosa. Dopo Vendetta senza fine, questa è la seconda spettacolare avventura che ha come protagonista Wildguy.

WILDGUY – PROTOCOLLO DUPUY

Wildguy Protocollo Dupuy

di: Jason Hunter

Editore: Edizioni della Goccia

Codice ISBN: 9788898916320

Prezzo: € 13,00

Pagine: 266

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La vita di Roberto Willmar, imprenditore lussemburghese, viene stravolta dal rapimento della figlia in tenera età. Nessuna richiesta di riscatto, nessuna pista. Un matrimonio allo sfascio, un dolore incommensurabile. Anni dopo, quando Willmar tenta di rifarsi una vita con Malika Dupuy, agente in forza al Comitato di Intelligence e Difesa Europeo (CIDE), ecco comparire una nuova e flebile traccia che pare riaccendere la speranza. Malika indaga su una sfuggente organizzazione internazionale chiamata “I figli di Jinn”, sospettata di rapire minori e trafficare in esseri umani. Tuttavia, quando anche gli sforzi dell’agente Dupuy non danno esito, Willmar sa che l’unica persona in grado di portare a qualche risultato è l’agente free lance noto come Wildguy, sfuggito al suo passato molto tempo prima e rifugiatosi chissà dove. Dall’Italia alla Svizzera, dalla remota Hobart all’affollata Istanbul, dalle pianure pavesi alle assolate coste turche: questi i campi di fuoco sui quali si combatterà la guerra a un terrorista dalle sembianze demoniache.

Sono in pochi a sapere chi sia veramente Jason Hunter. Si dice sia nato dalle parti di Birmingham, verso la metà degli anni sessanta del XX secolo. Pare accertato che abbia collaborato con alcuni servizi segreti europei, apprendendo tecniche e strategie, entrando in contatto con operativi clandestini in tutto il mondo. L’amore lo ha portato ad abbandonare l’attività e a scegliere l’Italia come buen retiro.

WILDGUY ha esordito su Segretissimo (Mondadori) nel maggio del 2015 con il racconto breve Diamanti insanguinati. Vendetta senza fine, che ne è la continuazione, è il primo di una serie di romanzi di più ampio respiro.

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Parma capitale italiana della cultura 2020

Parma,  la città del Correggio, di Girolamo Francesco Maria Mazzola detto il Parmigianino, di Toscanini e Verdi, sarà la capitale italiana della cultura 2020. Lo ha annunciato ieri il presidente della giuria (una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero) Stefano Baia Curioni, alla presenza del ministro Dario Franceschini, al termine di una cerimonia pubblica nella sede del Mibact a Roma.  Le altre città candidate erano Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.

Parma

A sei mesi dall’inizio del suo secondo mandato, il sindaco Federico Pizzarotti brinda al successo della candidatura, spiega che la città ha puntato su produzioni, cantieri, rassegne e una sinergia tra pubblico e privato e promette che Parma sarà il fulcro di una serie di eventi e iniziative che coinvolgeranno anche le province limitrofe di Piacenza e Reggio Emilia.

Quest’anno la capitale italiana della cultura è Palermo che succede a Pistoia, scelta per il 2017. Nel 2019 Matera sarà, invece, capitale europea della cultura.

 

Isabel Allende

(English version here below)

Nata a Lima, in Perù, il 2 agosto 1942, Isabel Allende Llona è la scrittrice latinoamericana più popolare al mondo. Dal 1989 vive in California e nel 2003 ha ottenuto la cittadinanza statunitense. Il cugino di suo padre (un diplomatico cileno di stanza in Perù che lasciò la famiglia quando la piccola Isabel aveva appena tre anni) era Salvador Allende, presidente del Cile dal 1970 fino al colpo di Stato del 1973.

Giornalista in Cile fino al 1974, la Allende continua la sua attività in Venezuela per “El Nacional” fino al 1984. Ha insegnato Letteratura presso l’University of Virginia di Charlottesville, il Monteclair College in New Jersey e l’University of California a Berkeley. Innumerevoli sono le onorificenze che ha ottenuto. Autrice di enorme spessore morale, sostiene che i suoi risultati più significativi non sono i successi dei suoi libri, bensì l’amore che la lega ad alcune persone e il modo in cui ha cercato di aiutare gli altri.

Allende

I suoi romanzi, tradotti in 27 lingue, sono basati sia su esperienze di vita personali che di altre donne. Tra i più celebri ricordo La casa degli spiriti (1982) dal quale fu tratto l’omonimo film con un cast d’eccezione formato da interpreti del calibro di Jeremy Irons, Meryl Streep, Winona Ryder, Glenn Close e Antonio Banderas, D’amore e ombra (1984) da cui fu tratto il film diretto da Betty Kaplan (sceneggiatura di Donald Freed) e interpretato da Antonio Banderas, Jennifer Connelly e Stefania Sandrelli, Il piano infinito (1991), Paula (1994), La figlia della fortuna (1999), La città delle Bestie (2002), Inés dell’anima mia (2006) e i più recenti L’amante giapponese (2015) e Oltre l’inverno pubblicato l’anno scorso.

Per altre informazioni su Isabel Allende visitate il suo sito cliccando QUI.

Author Isabel Allende was born on August 2, 1942, in Peru, to Tomás and Francisca Allende. She’s the goddaughter of Salvador Allende, the first socialist president of Chile who was her father’s cousin. She lives in California since 1989. During the course of her career, Allende has received numerous awards for her work including the Chilean National Prize for Literature (2010) and the Library of Congress Creative Achievement Award for Fiction (2010). In 2014, President Barack Obama presented Allende with the Presidential Medal of Freedom.

Her most important novels are The House of the Spirits (1985), Of Love and Shadows (1987), Eva Luna (1987), Two Words (1989), The Infinite Plan (1991), Daughter of Fortune (1999), Portrait in Sepia (2000), Zorro (2005), Ines of My Soul (2006), Island Beneath the Sea (2010), Maya’s Notebook (2011),  The Japanese Lover (2015) and In the Midst of Winter published last year.

Tra una pagina e l’altra… intervista con Gian Paolo Alparone

Dopo aver intervistato scrittrici e scrittori, illustratrici, editori e conduttori radiofonici, il viaggio nel magico mondo dei libri (e in quello un po’ meno magico dell’editoria…) continua con una simpatica e istruttiva chiacchierata con un libraio. Gian Paolo Alparone ha, da pochi mesi, rilevato la libreria Mondadori Store di Alessandria, da anni punto di riferimento per il lettori della città piemontese, coinvolgendo in questo progetto anche la figlia Martina.

Mondadori AL

d.) Quali motivazioni l’hanno spinta a rilevare una libreria, nonostante i numeri poco incoraggianti sulla propensione degli italiani alla lettura?

r.) I libri sono sempre stati una mia passione, come veicoli di cultura, ma anche come meri oggetti. E mi hanno sempre appassionato le grandi raccolte di libri, le biblioteche come le grandi librerie. Ho negli occhi le grandi librerie di Parigi, come Compagnie e Gilbert Jeune, o Fogola, oggi purtroppo scomparsa, che era la più bella libreria di Torino, in piazza Carlo Felice. Le librerie sono luoghi dell’anima, in cui sono custoditi i sogni ancora da sognare e le conoscenze ancora da scoprire. Un giorno, senza che io l’avessi cercata, è arrivata l’opportunità di acquistare una libreria. Mi sono subito reso conto che si trattava di un’occasione che non si sarebbe più presentata una seconda volta. E ho fatto la mia scelta.

d.) Cosa contraddistingue un libraio da un “venditore” di libri?

r.) La risposta può sembrare scontata. I grandi supermercati generalisti e Amazon fanno una concorrenza insuperabile sui prezzi. La differenza in libreria la fanno le persone e il servizio, elementi estranei alle caratteristiche del mondo spersonalizzato dei supermercati e di Amazon. Ed è questo il motivo per cui le librerie ci sono e ci saranno sempre.

d.) Di cosa hanno bisogno secondo lei i librai italiani?

r.) In primo luogo di competenza, di competenza letteraria. Oggi una parte di ciò che viene pubblicato in Italia non meriterebbe di esserlo, e alcuni libri che invece dovrebbero assolutamente esserci sugli scaffali, penso soprattutto ai classici, ai grandi classici della saggistica, al contrario, non vengono ristampati. Il gestore di una libreria deve sapere fare selezione e avere il coraggio di proporre al pubblico libri di valore.

d.) Gli ebook sono ormai una realtà. Crede che la loro diffusione possa rappresentare una minaccia per il formato cartaceo?

r.) Assolutamente, no. Nella maggioranza dei casi, coloro che leggono libri elettronici leggono anche libri cartacei. Inoltre, in formato elettronico non c’è tutto, anzi c’è solo una piccola parte di ciò che viene pubblicato su carta. Tra gli ebook mancano almeno i tre quarti dell’attuale disponibilità libraria in cartaceo, e ci sono alcuni editori, e nemmeno tra i più piccoli, che non editano in elettronico tutte le loro novità. Ma il problema insuperabile del libro elettronico, soprattutto per un grande lettore, è la mancanza di una “pagina”. Accade spesso che il fascino e il ricordo di ciò che uno legge sia legato alla fisicità, alla posizione delle parole e degli spazi vuoti in una “pagina” che nel libro vero ha una forma visiva ben definita, e non modificabile. Questo, al libro elettronico manca per definizione.

d.) La sua libreria ospita anche una magnifica sala espositiva…

r.) Sì, nel piano semi-interrato abbiamo ristrutturato e allestito una sala destinata agli eventi. In particolare, la mia intenzione è quella di sviluppare le presentazioni, oltreché di libri, anche delle opere dei pittori e dei fotografi attivi localmente, perché la relazione tra arti visive e scrittura è molto forte, e perché sono del parere che questo costituisca un importante valore aggiunto per le attività della libreria come polo culturale.

d.) Come dialogate con il quartiere e la città?

r.) Come è ovvio il nostro dialogo è in via prioritaria con le persone che gravitano intorno alla nostra libreria, e si concentra sui libri. Ma non solo, infatti siamo anche un punto di incontro con le persone, con le scuole, con le istituzioni culturali della città, come la Biblioteca di Alessandria, che è una realtà importantissima in ambito regionale e non solo, con l’ACSAL che è un centro culturale ispirato e gestito dalla famiglia imprenditoriale Guala di Alessandria, e inoltre con le scuole di ogni ordine della città e del circondario, con le cui classi, in modo continuo, organizziamo incontri nei nostri locali, perché è indispensabile che le nuove generazioni non perdano il contatto con la manualità con i libri, che sta alla base della lettura. E ancora, siamo i fornitori di libri di alcune più piccole ma importanti biblioteche pubbliche del territorio provinciale. Insomma, cerchiamo di essere presenti su diversi fronti.

d.) Se dovesse intraprendere un lungo viaggio e potesse portare con sé solo 5 libri quali porterebbe?

r.) Sarebbe una scelta dolorosa, ma non potrei fare a meno di avere a portata di mano La Montagna Incantata di Mann, che è il romanzo della mia formazione, e che periodicamente leggo e rileggo, poi La figlia femmina della Giurickovic Dato, che a mio giudizio è il più bel libro di narrativa italiana uscito nel 2017, centrato sul tema delle violenze familiari e sulla catena di male che essere originano; e poi i libri che sto leggendo attualmente, ossia Il divano di Istanbul di Roberto Barbero, che è un bellissimo libro, leggero e colto, sulla storia della civiltà ottomana; e un bellissimo libro uscito da pochi mesi postumo del grande narratore spagnolo Rafael Chirbes, Paris-Austerlitz, che è un tenerissimo racconto d’amore omosessuale. Infine, Shaytan, assolutamente, il tuo libro di avventura dell’ormai mitico Luke McDowell.

d.) Ed eccoci con i ragazzi dello staff. Immaginate di salire sull’Orient Express per andare da Venezia a Istanbul: quale scrittore o scrittrice, di qualunque epoca, vorreste avere come compagno di viaggio?

Pierre) Banana Yoshimoto. Perché viaggiando con lei forse riuscirei a esorcizzare la morte.

Ilaria) Jane Austen, perché è una delle prime scrittrici di rosa, il genere che amo.

Marcella) J.K. Rowling. Harry Potter è un orfano, è solo, ma è il più forte e ce la fa sempre. Con la magia tutto è possibile…

Martina) Toni Morrison, nei personaggi dei cui libri mi ritrovo sempre molto psicologicamente, come persona e come donna.

George)  Stephen King, con le sue storie piene di mistero.

Libri Market: rassegna letteraria a Napoli

Libri Market lancia la sua prima rassegna letteraria nel cuore antico della città di Napoli. Con l’obiettivo di invitare alla lettura, la rassegna “Incontro con l’autore” di Libri Market è ospitata dal Museum Shop&Bar di Largo Corpo di Napoli. La rassegna inizierà l’8 febbraio prossimo con l’incontro con la giornalista e scrittrice Nunzia Marciano che con il suo libro Single per legittima difesa (Polidoro Editore, 2016) va ad analizzare con ironia e sarcasmo i rapporti tra la donna e i suoi corteggiatori all’alba del nuovo millennio.

Napoli Libri Market

Cinque in totale gli appuntamenti della prima edizione della rassegna. I successivi incontri in programma avranno luogo il  1 marzo con Giancarlo Palombi (Ragazzi con la Pistola),  il 15 marzo con Antonio Di Costanzo (Scrivo solo dopo il rum), il 29 marzo con Ivan Fedele e Rosa Alvino (Non avrai altro Dio all’infuori di Claudio) e infine il 19 aprile con Marco Perillo (101 perché di Napoli che non puoi non sapere).

Il libro del mese: Commando Himmler

Questo romanzo è stato scritto nel 1971 dall’autore danese Sven Hassel e lo ritengo un’opera di straordinario valore per il messaggio pacifista e anti-estremista che riesce a trasmettere.

commando himmler

COMMANDO HIMMLER

Titolo originale: Kommando Reichsführer Himmler (1971)

di: Sven Hassel

Ai veterani del battaglione di disciplina viene assegnato il compito di addestrare prigionieri da utilizzare come “carne da cannone” e tra i quali si trovano non solo criminali comuni, ma anche ex ufficiali (perfino generali) caduti in disgrazia agli occhi del regime. La guerra dura ormai da cinque anni e Hitler ha bisogno di tutti, anche dei relitti umani. Dopo l’addestramento, i protagonisti partecipano alla feroce battaglia causata dall’insurrezione di Varsavia, mentre l’Armata Rossa assiste al tragico massacro senza intervenire. Con questo romanzo di grande realismo, crudeltà, disumanità e umanità insieme, Sven Hassel riesce a trasmettere con veemenza e inequivocabile chiarezza quanto la guerra e gli estremismi politici che spesso la causano siano insensati e inumani. É la dimostrazione di come un romanzo di guerra possa divenire un grande esempio di letteratura pacifista.

Il secolo d’oro di Genova

Dal 23 gennaio al 20 marzo si tiene a Genova, presso i locali della Alliance Française de Gênes, in via Garibaldi, 20, un ciclo di conferenze sul secolo d’oro di Genova intitolato Genova nell’Età dell’Oro (1528-1684) e organizzato da Genova è cultura. Le conferenze hanno cadenza settimanale, ogni martedì dalle 17 alle 19, tranne che per il 14 marzo che è mercoledì.

genua

Che cosa fa “grande” una città a cavallo tra XVI e XVII secolo? Finanza, sviluppo economico e commerciale, potenza militare ma anche mecenatismo artistico e sviluppo culturale nel contesto dei rapporti con i principali regni europei dell’epoca e l’aggiornamento del tessuto urbano, da adattare alle esigenze abitative di una nuova e potente aristocrazia. Senza dimenticare il tessuto connettivo rappresentato dai rapporti con la Santa Sede e con le comunità di religiosi presenti in gran numero sul territorio. Queste sono le linee che gli incontri proposti con studiosi affermati ed emergenti intendono indagare rispetto a Genova: non una sequela di informazioni relative a una visione dello sviluppo della città da un unico punto di vista, ma una riflessione a molte facce, capace di restituire la complessità, il fascino e la forza di quello che non si esita a definire il “secolo d’oro” dei Genovesi.