A San Sebastiano il libro è libero

A San Sebastiano Curone, un grazioso comune della Val Curone, a pochi chilometri da Tortona, Mauro Bonafede, orafo di professione, sta portando avanti con grande coraggio e determinazione una splendida iniziativa per promuovere la cultura e la passione per la letteratura. In collaborazione con la biblioteca locale La casa del principe, con base in piazza Statuto e per tutto il borgo antico del paese, sono a disposizione libri per tutti i gusti e le età. Un bookcrossing per far girare i libri che più si amano e per «liberare» i libri e le loro meravigliose storie.

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Purtroppo ultimamente, denuncia Mauro, ci sono stati episodi di boicottaggio (locandine buttate nella spazzatura) e critiche più o meno aperte (ma mai costruttive) contro l’iniziativa che l’orafo di San Sebastiano ha intrapreso un anno fa, una vera e propria crociata per diffondere l’amore per i libri.

Così ci racconta Mauro: “Lo scorso anno, considerando la poca affluenza di visitatori in occasione di ArtimBorgo, io e un amico abbiamo pensato  al Bookcrossing. L’idea ha subito suscitato un certo interesse, abbiamo visto arrivare in paese parecchie persone che, oltre ai libri, hanno trovato anche le botteghe aperte con tantissimi prodotti artigianali di pregio. A questo punto abbiamo perfezionato il format: nuovi banchi,  nuove locandine, un po’ più di comunicazione ed ecco quello che vedete ora“.

Nella giornata del 14 agosto scorso, in occasione dell’evento Artimborgo e dello spettacolo pirotecnico serale, sono state moltissime le persone che hanno visitato lo spazio espositivo de Il Libro Libero con molti volumi che sono passati di mano per venir di nuovo letti e apprezzati.

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Il libro libero continuerà tutti i fine settimana, sabato e domenica dalle 15.30 alle 19.00, nella piazza dell’Assunta a San Sebastiano Curone fino alla fine di settembre quando si concluderà con la fiera dell’artigianato Artinfiera.

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Le recensioni veraci di Gianluigi Repetto (11)

Ottavo appuntamento di quest’anno con lo scrittore e autore teatrale Gianluigi Repetto che ci regala una delle sue recensioni veraci.

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 CHERUDEK

di  Valerio Evangelisti

pagine: 468

Editore: Mondadori

Antipatico e pretenzioso sfoggio di cultura. Alla fine si può dire che può andare, non è stato del tutto uno spreco di tempo ma quasi. Non si capisce il motivo di tante complicazioni narrative fin quasi alla fine e, una volta compreso, non si capisce se ne valeva la pena. Il protagonista, quando finalmente si intuisce chi è, risulta antipatico; le figure femminili sembrano tratteggiate da un misogino moralista. Sembra che lo scrittore abbia voluto fare sfoggio di cultura fine a se stessa, per questo motivo è un libro che lascia poco.

Adatto a un lettore che vuole arrivare alla fine a qualunque costo. Molti che iniziano non arriveranno alla fine.

Voto: 5,5/10

Il maestro del techno-thriller: Douglas Preston

Douglas Jerome Preston è uno scrittore statunitense, nato a Cambridge (Massachusetts) il 26 maggio 1956. Dopo essersi laureato in California, ha iniziato la sua carriera di scrittore mentre lavorava al Museo di storia naturale di New York nel quale ha ambientato diversi romanzi scritti insieme a Lincoln Child. Collabora con riviste autorevoli come Smithsonian, The Atlantic MonthlyThe New Yorker, Harper’s Bazar e National Geographic dove pubblica articoli riguardanti l’archeologia. Solo dal 1986 Preston ha cominciato a scrivere a tempo pieno, dopo essersi trasferito a Santa Fe, nel Nuovo Messico.

Douglas Preston

Tra i suoi numerosi best-seller famosa è la saga, scritta a quattro mani con Lincoln Child, che vede protagonista l’enigmatico agente dell’ FBI Aloysius Pendergast. Ricordiamo tra i più belli Relic (1990) dal quale fu tratto l’omonimo film, Reliquary (1997), La stanza degli orrori (2002), Natura morta (2003), Dossier Brimstone (2004), La danza della morte (2005), Il libro dei morti (2006), La ruota del buio (2007) e Il sotterraneo dei vivi (2009). Degni di nota anche i romanzi Marea (1998), Ice limit (2000) e Il codice (2004).

Preston ha soggiornato anche in Italia per documentarsi e scrivere insieme all’italiano Mario Spezi il romanzo-inchiesta sul mostro di Firenze Dolci colline di sangue (2006), che ha raggiunto il terzo posto nella bestseller list del New York Times ed è stato tradotto in ventidue lingue.

 

Il libro del mese: La casa degli spiriti

Questo mese, il libro da me selezionato è il primo e uno dei più famosi capolavori di Isabel Allende.

la casa degli spiriti

LA CASA DEGLI SPIRITI

Titolo originale: La casa de los espiritus (1982)

di: Isabel Allende

Il protagonista, Esteban Trueba si innamora della bella Rosa del Valle e decide di lavorare duramente allo scopo di accumulare la ricchezza necessaria per prenderla in sposa, ma la ragazza viene avvelenata per sbaglio dagli avversari politici del padre, vanificando ogni sforzo compiuto da Esteban per avere una famiglia. L’uomo si trasferisce nella sua tenuta di campagna che, dopo anni di decadenza e di incuria, riporta allo splendore, con sacrificio personale e modi dispotici e spietati, imponendosi come uno dei proprietari agricoli più eminenti della zona. Lì, però, amareggiato e vittima della solitudine, si renderà colpevole di violenze contro le figlie dei contadini delle sue campagne. Una saga familiare del novecento in cui si rispecchiano la storia e il destino di un popolo intero. La Allende dipinge un grande affresco che, per fascino ed emozione, può ricordare al lettore Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez.

Un’opera sorprendente: il manoscritto Voynich

È una vera sorpresa aver scoperto dell’esistenza di questa opera. Un misterioso manoscritto che nessuno è riuscito ancora a decifrare e con immagini a dir poco pazzesche. Sembrerebbe che sia stato scritto fra il 1404 ed il 1438: per capirlo hanno utilizzato la datazione al carbonio. L’autore è sconosciuto e il volume è riuscito a passare per le mani di numerosi personaggi: medici, alchimisti, eruditi gesuiti, imperatori, eccetera. Come ho anticipato all’inizio di questo articolo, la particolarità di questo libro è che è stato scritto in una lingua che non è stata a tutt’oggi ancora decifrata, con tantissime illustrazioni raffiguranti piante, bulbi sconosciuti, costellazioni e zodiaci, donne nude in enormi vasche.

Il nome, Voynich, gli è stato dato dal mermanoscritto-voynich_000153cante di libri rari inglese con origini polacche Wilfrid Voynich, che lo acquistò dal collegio gesuita di Villa Mondragone che si trova in Italia vicino a Frascati. Costituito da 201 pagine, il manoscritto ha un formato molto originale per l’epoca: 16 x 22 centimetri. Si divide in quattro parti: Botanica (piante e fiori di specie non conosciute che si pensa siano state create mettendo insieme parti di piante diverse), Astrologica o Astronomica (zodiaci e costellazioni), Biologica  (figure di donne nude che sembrano incinte immerse in vasche comunicanti) e Farmacologica (vi sono dei vegetali e anche ampolle e fiale). Vi è anche una sezione centrale ripiegata 6 volte, dove vi sono figure a forma di stella, tubi e altre forme rotonde che potevano sembrare telescopi.

L’edizione più costosa e quella della casa editrice Siloé di Burgos, in Spagna. Ne vengono stampate 898 copie con carta trattata così da somigliare a quella di capretto dell’originale e costeranno sugli ottomila euro. Per chi volesse spendere meno… si può scaricare dal sito della Biblioteca Beinecke della Yale University.

articolo di: Francesca Rangone (Blog La Contea di Alice)   Francesca

Le recensioni veraci di Gianluigi Repetto (10)

Per il decimo appuntamento di questa rubrica, lo scrittore Gianluigi Repetto ha recensito il celebre romanzo dal quale è stata tratto l’omonimo sceneggiato.

 radici

RADICI

di  Alex Haley

Titolo originale: Roots: The Saga of an American Family (1976)

pagine: 505

Editore: Rizzoli

La nostalgia inganna. Ho trovato questo libro in una bancarella dell’usato e una forte nostalgia del passato mi ha costretto a comprarlo. Il volume è stato stampato nel 1978 e in base a una piccola scritta in alto a destra in prima pagina apparteneva a Milena.

Molti nati negli anni ’70 hanno visto lo sceneggiato “Radici” trasmesso dalla RAI. A chi è piaciuto  consiglio di non leggere il libro. Delusione. La storia di una famiglia afroamericana iniziata con la deportazione coatta del capostipite Kunta Kinte dall’Africa, fino alla liberazione e all’integrazione dopo 200 anni. Fino a pagina 115 spadroneggia la noia, poi la situazione migliora leggermente ma non decolla. Da pagina 442 alla fine l’autore corre per concludere il romanzo. All’inizio descrive i giorni, passa poi a saltare i mesi, poi gli anni e nell’ultimo capitolo i decenni. La mancanza d’equilibrio è nociva alla lettura in questo caso.

Ho apprezzato molto la mancanza di retorica nella descrizione della schiavitù, emergono in modo forte e chiaro l’orrore e l’aberrazione di questa pratica senza che l’autore ne scriva ma dalla semplice descrizione della quotidianità di essere umani privati della libertà.

Voto: 4,5/10

Un appello agli scrittori: boicottate Fazio e la RAI

Nei giorni scorsi si è appreso che la Rai ha offerto un contratto di 11,2 milioni di euro per 4 anni a Fabio Fazio. Il compenso sembra essere il più alto mai pagato in Europa da una televisione pubblica che quindi utilizza fondi pubblici.

Fazio

Mi chiedo: la presidente della Rai, Monica Maggioni, lo sa in che situazione vive la maggior parte dei suoi connazionali? Lo sa che ci sono terremotati che ancora aspettano una sistemazione dignitosa? Fazio, da buon giornalista, dovrebbe essere al corrente che pochi giorni fa si è suicidato un altro terremotato, devolverà il  suo compenso in  eccesso  (a occhio e croce il 99%) in beneficenza?

Da questo blog, una goccia nel mare, lancio un appello a tutti gli scrittori affermati, giornalisti, attori: non andate da Fazio, boicottate le sue trasmissioni per dare un segno di solidarietà agli italiani che versano in gravi difficoltà.