Un italiano tra i big: Marco Buticchi

Marco Buticchi è nato a La Spezia nel 1957 ed è uno degli scrittori italiani di maggior successo. Laureato in Economia e Commercio, iniziò a lavorare come trader petrolifero, viaggiando molto in tutto il mondo. La sua vera passione, però, è sempre stata scrivere e nei primi anni novanta tenta di pubblicare il suo primo libro ma non trova un editore anzi, parole sue, un editore suo amico gli consiglia di lasciar perdere e fare altro. Ma egli non demorde e, apertosi una partita IVA come editore, pubblica a sue spese due romanzi, Il cuore del profeta (1991) e L’ordine irreversibile (1992).

buticchi

Qui si avvera il sogno di ogni autore esordiente: uno dei suoi libri viene notato da Spagnol che gli offre un contratto e lo porta in Longanesi. Da quel momento l’ascesa e il successo dello scrittore spezzino non conoscono flessioni e i suoi romanzi diventano bestseller venduti in tutto il mondo. Tutt’oggi è l’unico autore italiano inserito nella serie dei Maestri dell’avventura di Longanesi.

Dal suo romanzo Le pietre della luna (1997), il primo con la prestigiosa casa editrice, è stato tratto il film “Il gladiatoredi Ridley Scott (non è ufficiale ma è un fatto ormai constatato da tutta la stampa mondiale). Di grande successo è la sua saga che vede come protagonisti l’agente del Mossad Oswald Breil e l’archeologa italiana Sara Terracini. Di questa serie fanno parte Menorah (1998), Profezia (2000), La nave d’oro (2003), L’anello dei re (2005), Il vento dei demoni (2007), Il respiro del deserto (2009), La voce del destino (2011) con il quale si aggiudica il Premio Emilio Salgari e arriva in finale al Premio bancarella 2012, La stella di pietra (2013) e Il segno dell’aquila (2015). Nel 2016 pubblica Casa di mare, romanzo nel quale Buticchi affronta la sfida più ardua: raccontare la straordinaria vita di suo padre, Albino, petroliere e presidente del Milan dal 1972 al 1975. Quest’anno è uscito il suo ultimo romanzo, La luce dell’Impero, che spazia tra passato e presente mescolando sapientemente aderenza storica e finzione narrativa.

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Il libro del mese: Un uomo

Il libro che ho scelto come lettura del mese è uno straordinario successo internazionale di Oriana Fallaci, pubblicato in oltre venti paesi.

Un uomo

 

UN UOMO

di Oriana Fallaci

Editore: Rizzoli

Oriana Fallaci riesce a dare la forma del grande romanzo al racconto della vita e della morte di Alekos Panagulis, l’uomo che ha amato e di cui fu compagna dal 1973, narrando i fatti realmente accaduti con straordinaria incisività e dovizia di particolari. Mantenendosi abilmente in bilico tra romanzo e reportage, la Fallaci narra la lotta personale di Alekos contro la tirannia, il suo disperato tentativo di fuga e l’inevitabile l’arresto, violento ed emblematico della rigidità del regime greco, soffermandosi a lungo sulla detenzione, le costanti torture fisiche e psicologiche patite, il castigo “esemplare” inflitto al ribelle.

Panagulis è stato uno storico eroe della resistenza greca in lotta contro la dittatura del regime dei colonnelli. Morto ad Atene il 1 maggio 1976 in un misterioso quanto sospetto incidente stradale, mentre stava indagando sui rapporti segreti intrattenuti da alcuni membri del nuovo governo democratico con i militari all’epoca del regime, è stato un politico, rivoluzionario e poeta greco, considerato un eroe nazionale della Grecia moderna.

Il Book Pride fa tappa a Genova

Nell’ottica di dare maggiore visibilità all’editoria indipendente, promuovere la lettura e salvaguardare la bibliodiversità, l’ODEI, l’Osservatorio degli editori indipendenti, organizza vari Book Pride in giro per l’Italia. Dopo il successo dell’edizione nazionale di Milano, a ottobre il tour farà tappa a Genova: da venerdì 20 a domenica 22 nella prestigiosa sede di Palazzo Ducale, si daranno appuntamento case editrici provenienti da tutta Italia per portare alla ribalta nomi nuovi per il panorama letterario nazionale.

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L’editoria indipendente è una realtà vivace, vasta e variegata che rappresenta fra il 30 e il 40 per cento dell’intero settore editoriale, capace di una produzione spesso di alta o altissima qualità, che svolge una fondamentale attività di ricerca e scouting a beneficio di tutto il settore e che tuttavia fatica a trovare spazio in libreria. L’appuntamento di ottobre è dunque una ghiotta opportunità per i genovesi di conoscere scrittori emergenti di assoluto valore.

A Jesi “Sapori tra le righe”

L’Associazione Culturale Euterpe di Jesi ha dato vita al progetto culturale “Sapori tra le righe” che è stato inserito all’interno di “Weekend d’autunno”, programma di iniziative promosse dal Comune di Jesi per l’autunno 2017. “Sapori tra le righe”, che si realizzerà in due date separate, promuoverà incontri dedicati alla conoscenza di alcuni alimenti molto comuni della nostra dieta alimentare quali il miele e l’olio che verranno presentati, approfonditi e discussi sotto un profilo letterario e non. L’intero ciclo di eventi è patrocinato dal Comune di Jesi, dalla Provincia di Ancona, dall’Università degli Studi di Perugia e dall’Università Politecnica delle Marche.

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Il primo appuntamento si terrà a Jesi il 15 ottobre alle ore 17:30 presso la Chiesa di San Bernardo / Museo della Stampa (SAS) in via Valle e sarà dedicato a riscoprire il miele, tra letteratura e produzione. L’apertura sarà affidata alla calda voce della poetessa pesarese Michela Tombi, autrice della recente silloge Dentro il mio vento, con la recitazione di alcune liriche di poeti consacrati agli altari inerenti l’alimento di riferimento.

La professoressa Annalisa Volpone (Università degli Studi di Perugia) relazionerà attorno al tema indicato “My dear honey: miele e scrittura in Virginia Woolf” sottolineando come nella scrittrice modernista il miele funga letteralmente da collante tra vita quotidiana e scrittura creativa ed è al contempo vettore mnemonico dell’infanzia.

Per ulteriori informazioni: 

www.associazioneeuterpe.com

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Intervista a Elsa Zambonini Durul

Oggi il nostro salottino virtuale si trasferisce sul Bosforo, a casa della bravissima scrittrice italiana Elsa Zambonini Durul, che da molti anni vive a Istanbul.

zambonini foto

d.) Lei si è trasferita in Turchia nel 1982 e ha vissuto la profonda trasformazione culturale, sociale, politica ed economica del Paese di questi trentacinque anni. E’ stato un cambiamento in meglio o in peggio?

r.) È stato un cambiamento radicale. Quando sono arrivata qui il paese si poteva quasi definire da terzo mondo. Ora l’architettura aggressivamente moderna (e francamente troppo cementificata) di molti quartieri e la incredibile quantità di centri commerciali sempre pieni di gente, parla di una nazione in corsa trafelata per raggiungere e tentare di superare il benessere dei paesi occidentali. La situazione sanitaria è altresì stata rivoluzionata da strutture ultramoderne che, interessando soprattutto il settore privato, ha comunque migliorato anche il welfare sociale. La crescita del pil, che aveva numeri importanti fino a un paio di anni fa, tanto che anche giovani italiani avevano tentato di emigrare qui, sta ora conoscendo un deciso ridimensionamento in tutti i settori a cominciare dal turismo che ha avuto un brusco arresto a seguito di intricate e note situazioni internazionali. Dal 2003 è al potere il partito AKP di ispirazione religiosa, che ha impresso alla politica della Turchia, distintasi in precedenza per una laicità sconosciuta ai paesi vicini, una decisa svolta in senso islamico.

d.) Il suo romanzo Lo stivale d’oro di Istanbul tratta vicende che mettono in contatto italiani, turchi e levantini. Ce ne vuole parlare?

r.) Gli italiani espatriati che conosco e che frequentano il Circolo Roma o scrivono sui social di Istanbul e sono qui per lavoro, sono in genere più o meno soddisfatti della città, coi limiti imposti da burocrazia, lingua e difficoltà varie. Si può abitare qui anche senza parlare il turco e ho conosciuto molti che vivono in una sorta di enclave, in una cerchia di amici internazionali fra cui si parla in inglese, e preferiscono questo al ritorno in Italia. Qualcuno si è anche comprato una casetta per tornarci in vacanza. Altro discorso meritano i levantini le cui famiglie sono qui da un secolo o più, che sono nati a Istanbul, anche se molti hanno ancora il permesso di soggiorno perché non hanno preso la cittadinanza turca per pigrizia, o, molti, per scelta. Tengono molto infatti alla loro identità italiana. È complicato conversare con più levantini insieme perché ogni tanto parlano fra loro in francese o, più spesso, in greco, comunità con cui sono stati molto in contatto fino agli anni ’60, ’70. Nel secolo passato molti hanno fatto parte dell’élite della città ed erano fierissimi di essere chiamati levantini, ma il termine ultimamente ha perso molto del suo appeal.

d.) Quanto c’è di Elsa Zambonini in Lisa, la protagonista del suo romanzo? 

r.) Nelle vicende quasi nulla visto che io sono nata e vissuta a Belluno fino ai 30 anni, ho messo per la prima volta piede a Istanbul a 26, e mi sono trasferita qui per matrimonio 5 anni dopo. Sono stata però insegnante e ho lavorato per anni al liceo italiano, e mie sono le impressioni di italiana e nuova arrivata in città. Inoltre ho anch’io unito la mia vita a un turco. Marta è coprotagonista, e anche in quella possiamo trovare qualcosa della mia storia.

d.) Lei collabora con il periodico turco in lingua italiana “La Gazzetta di Istanbul”, edito dal Circolo Roma, per il quale scrive racconti di viaggio. Scrivere e viaggiare: sono queste le sue due grandi passioni?

r.) Sì. I sagittari come me sono grandi viaggiatori. (L’astrologia Morpurghiana è stata un’altra passione in passato). Ultimamente siamo stati in Vietnam, Cambogia e Thailandia. L’anno scorso Messico e Cuba e prima Brasile, Argentina Uruguay e Paraguay, poi California, Nevada, Utah, Arizona, e ancora India, Giappone e Cina. In autunno andremo in centro Africa: insomma si gira. Non è un caso, d’altronde, se sono un’espatriata e ho sposato uno straniero.

d.) Immagini di fare un viaggio sull’Orient Express da Venezia a Istanbul insieme a uno scrittore o scrittrice, anche del passato: chi sceglierebbe come compagno di viaggio?

r.) Charlotte Bronte. Le sue atmosfere mi sono sempre piaciute molto, mi sono state più familiari anche di quelle della sua più titolata sorella Emily. Passerei tutto il tempo cercando di capire se poi lei, che abbiamo sempre identificato nell’integerrima Jane Eyre, i suoi fratelli li ha ammazzati davvero, come sostiene James Trully nel suo ‘The crimes of Charlotte Bronte’. E mi intrigherebbe molto indagare i suoi rapporti con la sorella Emily del cui genio si dice fosse invidiosa in modo forsennato. Forse mi capiterebbe così di scoprire più di un assassinio sull’Orient Express.

d.) In Italia si legge davvero poco. Come è la situazione in Turchia e cosa bisognerebbe fare secondo lei per incentivare le persone a leggere di più?

r.) In Turchia si legge ancor meno. Dal punto di vista di chi scrive, questa attività sta sempre più assumendo la caratteristica di passione pura, perché i guadagni ad essa tradizionalmente legati si vanno via via assottigliando, e i prodotti dell’ingegno via via, legalmente o meno, sono messi a disposizione di tutti gratuitamente o quasi, e sempre meno persone possono vivere di diritti d’autore. Un tempo il supporto cartaceo dava un’idea precisa di quanti libri e giornali si leggessero, e definivano chiaramente il prodotto, ora le distinzioni sono più vaghe, e l’accesso gratuito a giornali, anteprima di libri e materiale scritto e vario che ingombra il web, confonde le idee. Certo è che la persona media passa molto tempo navigando sul web, e quindi leggendo qualcosa. Le letture possono limitarsi ai livelli di pettegolezzo social, ma possono abbracciare articoli scientifici, letterari e artistici, fino alla lettura di racconti o ebook interi che sfuggono alle statistiche perché scaricati in modo irregolare. D’altronde l’Italia, povera di lettori, pare molto ricca di scrittori e il fenomeno del self-publishing ha incentivato questo fenomeno. Non sarà che gli italiani leggono poco i libri degli altri perché troppo impegnati a scrivere i propri? La boutade nasconde la mia ahimè assoluta mancanza di proposte sull’incentivazione alla lettura ‘nobile’ di libri, anche perché la decadenza della nobiltà, che la democrazia del nuovo millennio sta livellando a gradi sociali sempre inferiori, ha riguardato anche questo settore.

d.) Lo stivale d’oro di Istanbul avrà un seguito?

r.) Lo pubblicherò fra breve. Si intitola Istanbul: il viaggio sospeso e narra di una coppia di ebrei che si trova a passare per Istanbul nel 1944 nella loro fuga dalle persecuzioni fasciste in Italia verso la Palestina.

d.) In base alla sua esperienza, che consigli si sentirebbe di dare a un autore esordiente?

r.) Ho visto molti ‘colleghi’ che hanno pubblicato con case editrici, che dichiarano di essere stati abbandonati dopo la pubblicazione e di aver dovuto organizzare tutta la promozione da soli. Come prime esperienze perciò non sono da disprezzare le autopubblicazioni, (che assicurano un margine più alto) proponendosi per aiuto ai bloggers.

 d.) Un libro che consiglierebbe di leggere?

r.) Emma di Jane Austen, Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini, ma anche la serie dell’Amica geniale della Ferrante. Di quest’ultima mi intriga la bravura nel legare il lettore al romanzo pur senza concedergli una trama poi così ricca. Nei siti letterari cominciano ad arricciare il naso al suo nome, quasi considerassero le sue pagine troppo ‘ruffiane’. Premesso che mi disturba un po’ tutto il mistero intorno alla sua identità, io il naso non lo arriccio affatto e ritengo che sia un dono il saper coccolare e intrattenere il lettore, senza naturalmente scadere nella narrazione troppo facile, visto che alle tue pagine dedica del tempo che potrebbe piacevolmente impiegare in altro.

Troppo bella per me

Oggi vi presento un thriller degno del suo genere, secondo romanzo dello scrittore alessandrino Gianluigi Repetto.

TROPPO BELLA PER ME

Troppo bella per me

di: Gianluigi Repetto

Prezzo: € 15,00

Editore: Puntoacapo

Codice ISBN:  978-88-6679-113-3

Per l’acquisto clicca QUI 

La presentazione era andata bene. Un centinaio di persone erano riuscite a entrare e ad assistere all’intervista con l’autore, altrettante erano rimaste fuori dalla libreria e ora cercavano di avere almeno l’autografo dell’autore Danilo Dineri. Lo scrittore di libri di successo. Ancora adesso gli sembrava strano essere definito in quel modo; benché fosse arrivato al sesto libro e nonostante fosse uno dei pochi autori italiani che potesse vivere di letteratura, lui non si sentiva uno scrittore, o meglio, gli sembrava molto presuntuoso
considerarsi tale.
Si divertiva a leggere le critiche che lo accostavano prima a una corrente letteraria poi a un’altra scuola di scrittura perché non vi si riconosceva, lui scriveva di getto, senza una cifra predefinita. Ciò che amava maggiormente erano le presentazioni, soprattutto quelle con poca gente, nelle piccole librerie indipendenti; il contatto col pubblico dei suoi lettori gli dava soddisfazione e lo aiutava in quello che poteva ormai definire il suo lavoro.
Danilo Dineri il gelataio, il cameriere, il muratore poi barista, camionista e guardia notturna; proprio durante le lunghe notti di veglia aveva cominciato a scrivere il suo primo romanzo, duecento pagine di intrighi, tradimenti e spie in cui nessuno era innocente, ognuno aveva un lato oscuro da nascondere, dei segreti da celare. Nei suoi libri non c’erano sesso e violenza ma un’attenzione particolare verso la psicologia dei personaggi che permetteva al lettore di identificarsi con loro; forse era il motivo che ne aveva determinato il successo.
I romanzi di Danilo erano tradotti in cinque lingue e venduti in milioni di copie in tutto il mondo e adesso lui era un uomo ricco. Era sposato e aveva un figlio, poteva definirsi anche felice e appagato. . .

Gianluigi Repetto, classe 1970, è nato ad Alessandria e vive attualmente a Parodi Ligure. Appassionato di spettacolo, scrive sceneggiature per “cene con delitto” ed è autore di commedie e teatro per bambini. Il suo primo romanzo, Una maratona lunga un chilometro (Puntoacapo Editore), vince una menzione di merito al Concorso Nazionale di poesia e letteratura “Il Litorale”.

Dall’Australia: Siamo tutti italiani

A partire da venerdì prossimo, 6 ottobre, dalle ore  10.30 italiane (le 18 in Australia), Paolo Aurelio Monteleone ritornerà in radio con un nuovo programma dal titolo: “Siamo tutti Italiani”.

paolo aurelio monteleone

Il programma conterrà varie rubriche e tratterà di tutto ciò che è Italia: libri, musica, sport, attualità, arte, storia e molto altro.
Il programma si avvarrà della collaborazione di esperti in vari settori in diretta dall’Italia e sarà trasmesso “live” sulla pagina Facebook.
Gli ascoltatori potranno interagire con gli ospiti di turno e/o andare anche loro “live” per un saluto, per fare domande o anche solo per conoscerci.
Appuntamento quindi ogni Venerdì con Aurelio su: Radio Italia Uno Adelaide, un’emittente ascoltatissima dagli italiani di tutto il mondo.