Meditazioni bandite

Il libro di oggi rappresenta un’occasione per riflettere, pensando, sull’attualità, sul futuro e sulle coordinate bibliche per interpretare i segni dei tempi.

MEDITAZIONI BANDITE – Il seme e il sale della parola

meditazioni bandite

di: Aldo Antonelli

Editore: Gabrielli Editori

ISBN: 9788860993663

Prezzo: 14,00 €

Pagine: 192

Formato: brossura

L’involgarimento delle esperienze umane più elevate, ridotte a beni di consumo, ha defraudato l’uomo della sua interiorità, menomandolo perfino delle sue funzioni e dei suoi sensi. Soggetto senza più memoria né sguardo sul futuro, abbisogna di nuovi  orizzonti. Tra la mano che sparge semi e la bocca che gusta sapori è necessario uno sguardo che non si limiti all’osservazione, ma si apra al sogno. Con la prefazione di Carlo Molari, il libro di don Aldo Antonelli è stato presentato lo scorso 23 maggio da don Paolo Farinella a Bussolengo (VR).

«Alcuni uomini vedono le cose così come sono, e si chiedono: perché? Io sogno le cose come non sono mai state, e dico: perché no?» (G. B. Shaw)

Don Aldo Antonelli è nato a Villa San Sebastiano (AQ) nel 1942. Ha svolto gli studi superiori a Chieti e studiato Filosofia e Teologia a Verona. Ordinato sacerdote nel 1968, ha esercitato l’attività pastorale dapprima come viceparroco nella cattedrale di Avezzano, poi come parroco a Poggio Filippo (AQ). Ex parroco ad Antrosano (AQ), presso la parrocchia Santa Croce, attualmente è in pensione. Noto come “prete scomodo e prete rosso” ha sempre destato attenzione, con articoli, dibattiti, mostre e conferenze, dibattendo i temi del Terzo Mondo e del sottosviluppo, del dialogo Marxismo-Cristianesimo, della globalizzazione e contro l’asservimento della religione alla politica del potere. Impegnato nel sociale e in politica, ha rifiutato le candidature per vari partiti di sinistra e, ultimamente, anche l’assessorato alla cultura offertogli dal sindaco di Avezzano. Nel 1974 fu il primo sacerdote ad esporsi in prima persona a favore del No nel referendum sul divorzio, in una intervista in terza pagina sul Messaggero, a cura di Giancarlo Del Re. Nell’ottobre del 1976 aderì alla Lega anti-concordato (LAAC). Nel 1986 fece clamore un suo manifesto contro il “commercio dei sacramenti”, una singolare campagna di “saldi”. La notizia fu ripresa di tutti i maggiori giornali nazionali e provocò anche un’interrogazione al parlamento e una richiesta della Unione Consumatori per una “tariffaria certa”. Per l’occasione lo intervistò Enzo Biagi. Nel 2002 si schierò apertamente contro la Guerra in Iraq di Bush padre e, in segno di lutto, rifiutò di celebrare messa per una domenica e realizzò un presepe senza “Bambinello”. Nel 2005, contro i programmi “voltastomaco” della Rai si disfece del televisore e inviò una lettera al ministro Gasparri in cui, per tale motivo, si rifiutava di pagare il canone. Nel 2006 ha pubblicato un libro dal titolo La Chiesa del Silenzio in cui si denuncia il servilismo interessato di una chiesa foraggiata dal governo di Berlusconi. Nel 2008 ha pubblicato Altro @ Oltre con la prefazione di Francesco Comina. E’ coordinatore della Casa per la Pace della Provincia dell’Aquila, ed è attualmente membro del direttivo dell’Associazione Solidequo. Scrive su Adista, MicroMega, Site.it Marsica e su altre testate regionali. Nel 2014 ha pubblicato Come in cielo così in terra (Gabrielli Editori). Sempre con Gabrielli Editori, ha pubblicato il libro A piedi nudi nel quale riporta molti degli articoli apparsi su Huffington Post .

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Michael Crichton

John Michael Crichton è stato uno scrittore statunitense nato a Chicago il 23 ottobre 1942 e morto a Los Angeles il 4 novembre 2008. Personaggio dalla vivace vita sentimentale (si è sposato cinque volte), è noto anche come sceneggiatore, regista e produttore cinematografico ed è famoso per il romanzo di fantascienza Jurassic Park, dal quale Steven Spielberg ha tratto l’omonimo e celeberrimo film. Complessivamente i suoi romanzi hanno venduto oltre 200 milioni di copie. È stato anche l’ideatore e il produttore esecutivo della serie televisiva medica E.R. – Medici in prima linea.

Michael Crichton

Il primo romanzo che lessi di Crichton fu Congo (1980) e subito mi piacque il suo stile veloce, pulito, scorrevole, molto simile a una sceneggiatura (non a caso da molti suoi romanzi di successo sono poi stati tratti dei film di altrettanto successo). Sarebbe troppo lungo e tedioso citare tutte le sue opere ma meritano una menzione Andromeda (1969) che diventerà il suo primo best-seller,  Sfera (1987), Jurassic Park (1990), Sol Levante (1992) da cui il bellissimo film diretto da Philip Kaufman e interpretato da Sean Connery, Wesley Snipes e Harvey KeitelIl mondo perduto (1995), Preda (2002), Stato di paura (2004) e Next (2006).

Il libro del mese: La valle dell’Eden

Questo volta ho scelto un libro del 1952, quindi non proprio recente, ma meritevole senza dubbio di non essere dimenticato: La valle dell’Eden del premio nobel John Steinbeck,  uno dei massimi esponenti della letteratura americana e della cosiddetta “Generazione perduta”.

la valle dell'eden

 LA VALLE DELL’EDEN

Titolo originale: East of Eden (1952)

di: John Steinbeck

La valle dell’Eden è il luogo dell’infanzia e dell’adolescenza dell’autore, situata nella California settentrionale e bagnata dal fiume Salinas. In questo romanzo, nell’antagonismo tra Aron e Caleb, si ripete il dramma di Caino e Abele. Con la loro drammatica storia si conclude la saga degli Hamilton e dei Trask: due famiglie patriarcali le cui vicende, fatte di amore e odio, scorrono parallele ai grandi momenti della storia americana, dalla guerra di secessione al primo conflitto mondiale. Dietro i personaggi di questo straordinario romanzo agiscono conflitti quasi primordiali, ataviche miserie che si tramandano di padre in figlio nell’arco di tre generazioni, come una forza occulta e invincibile. Consiglio l’edizione del ’71 tradotta da Giulio De Angelis.

In tasca la paura di volare

E’ con grande piacere che segnalo all’attenzione dei miei lettori una pregevolissima raccolta di poesie di Lorenzo Foltran.

IN TASCA LA PAURA DI VOLARE

In tasca la paura di volare - Cover

di: Lorenzo Foltran

Editore: Oèdipus Edizioni 

ISBN: 8873413382

Prezzo: 12 euro

Pagine: 96

Formato: cartaceo

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In tasca la paura di volare è una raccolta di 67 poesie divise in tre sezioni: Donne sparseI lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare. Nella prima sezione, composta essenzialmente da liriche amorose, il senhal, elemento classico della poesia d’amore fin dai provenzali, perde il suo ruolo di richiamo all’unicità della donna e cambia, si maschera sotto altre forme. Ne derivano le immagini del teatro e dell’affabulazione (le prime poesie, “Margherita Filo d’erba rimandano al prato del Decameron dove i giovani fiorentini scampati alla malattia “cominciarono di novellare sopra la materia”). La figura della donna è quella dell’attrice (“Dietro le quinte) che assume ruoli e caratteristiche diversi in base al personaggio da interpretare (si veda l’ammiccante ambiguità dell’indeterminato nel titolo “You and me). La prima sezione è, quindi, finzione, manierismo e per tale motivo propone testi anche banali come “Quando la guardo, tutto che utilizzano le forme più stereotipate del linguaggio della lirica d’amore. La sezione si conclude con la presa di coscienza della distanza incolmabile tra la io lirico e tu, tra chi guarda e chi è guardato. I testi poetici diventano reperti consacrati a un’istanza museale. La lirica d’amore, intesa come dialogo io-tu, binomio poeta-musa, è considerata come Storia che deve essere musealizzata.

 
Nella seconda sezione, al fallimento del rapporto io-tu (Peccato che non ci siamo incontrati oggi…Eravamo così vicini…) ne consegue quello della poesia tout-court (“Non c’è più posto per la poesia“). Il poeta è costretto a uscire dal museo, dal teatro, dalla biblioteca (“Senza l’amore di lontano“) in cui si rifugiava, a confrontarsi con la ripetitività e l’apparente facilità di vicende terrene che sconfinano spesso nella dimensione usuale e mondana (rappresentate, per esempio, dalle rime in -are e dal lessico quotidiano in “Sabato sera“) e a tornare a casa (“I lampioni e nessun altro“) prendendo atto che tutto ciò che ha scritto/vissuto è stato pura illusione.
 
Alla staticità della prima sezione si oppone il dinamismo della terza, segnata dal viaggio, dalla migrazione, dalla mescolanza linguistica, dal lavoro. L’io poetico in fuga dalla finzione di “Donne sparse e dalla realtà evocata in “I lampioni e nessun altro“, si trova disorbitato tra lo slancio spaziale verso il futuro (“Immensa consapevolezza) e la gravità temporale che lo riporta verso il passato (“Bevendo un infuso dei tuoi profumi). La raccolta si conclude con le stazioni di un pellegrinaggio (Boulogne – VarenneBrestLe Barcarès – Saint Laurent de la SalanqueSaint-Cloud) e dalle riflessioni esistenziali che le accompagnano.
Nel 2011 Lorenzo Foltran, ha conseguito la laurea magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre con la tesi La Musa e il Poeta: la relazione io-tu nella lirica amorosa tra origini e contemporaneità. Successivamente si è diplomato in management dei beni e delle attività culturali dopo aver seguito un master di secondo livello tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’École Supérieure de Commerce de Paris. Ha lavorato per importanti istituzioni culturali come la Casa delle Letterature (Festival delle Letterature) e l’Institut français (Festival della narrativa francese) a Roma e la Fête de la Gastronomie e il Pavillon de l’Eau a Parigi, dove attualmente risiede. In tasca la paura di volare è la sua opera d’esordio.
 

La cultura rende liberi

Dopo oltre due anni trascorsi a contatto con la gente per promuovere i miei libri in giro per L’Italia, ho riletto con occhi diversi il celebre quanto fantastico romanzo distopico di George Orwell: 1984. Alla luce della mia esperienza personale, ho avuto modo di fare nuove riflessioni, non meno sconcertanti di quelle che mi suscitò anni fa, quando lo lessi per la prima volta.

1984.3

Nel mondo ipotizzato da Orwell il Grande Fratello, il Partito, che tutto e tutti condizionava e sottometteva, drogava il popolo con il calcio, i film di infima specie (quelli che noi oggi chiamiamo “cinepanettoni” o “americanate”), le riviste, gli slogan, le manifestazioni di piazza. Diversamente si comportava con i libri, i romanzi. Questi venivano scritti all’uopo da funzionari del Partito, ma non costituivano un problema: la gente non leggeva, non aveva memoria storica, non sapeva più nemmeno cosa era successo nel recente passato. Oggi, sentendo così tante persone sostenere che non leggono (“non ho tempo” mi rispondono spesso) ma preferiscono guardare il Grande fratello (sic!) o i talk show indegni con i quali una televisione altrettanto indegna ci ammorba, non riesco a non tornare al contesto drammatico evocato da Orwell. In fondo, mi dico, l’umanità sarà vittima di se stessa, della propria pigrizia mentale, della propria stupidità. Già nel 1948, sei anni prima che la tv arrivasse in Italia, Orwell ipotizzava la presenza, in ogni abitazione, di teleschermi che condizionavano la gente e la controllavano. Ciò che settant’anni fa era fantascienza ora è diventata una penosa realtà.

Le recensioni di Gianluigi Repetto: Il leopardo

I romanzi di Jo Nesbø hanno spesso diviso la critica, sia per lo stile narrativo che per le caratteristiche dei suoi personaggi e delle sue trame. E Gianluigi Repetto cosa ne dice? Scopriamolo in questa recensione.

Il leopardo

IL LEOPARDO

di Jo Nesbø

Titolo originale: Panserhjerte (2009)

Editore: Einaudi

 pagine: 767

Negativamente esagerato. Esagerato in tutto. Eccessiva la spinta autodistruttiva del protagonista, Harry Hole. Eccessiva la capacità organizzativa del cattivo. Eccessive le sottotrame. L’investigatore, sempre in bilico tra lucidità e encefalopatia alcolica, salta avanti e indietro dall’Africa come se fosse James Bond. Il congegno che uccide tre vittime è troppo ingegnoso e cervellotico. Il movente degli omicidi è decisamente poco credibile. Anche la bella di turno è incastrata in vicende familiari intricate e poco realistiche.

Jo Nesbø è un bravo scrittore, e mi fa piacere leggerlo, non capisco perché debba esagerare nel complicare le vicende dei suoi personaggi; questo libro supera la sospensione di credulità del lettore tanto che a un certo punto prende le distanze e finisce la magia della narrazione. Verso la fine cala la tensione, fin troppo sollecitata, e non si vede l’ora che sia finito.

Si può leggere se non c’è niente di meglio.

 Voto 6/10   repetto1

Lingerie

Oggi i colori del giorno sono il rosa e il rosso: la femminilità e la passione. Sono lieto di presentarvi un romanzo di vita e di amore che l’autrice stessa definisce delicato, sensuale, eccitante.

LINGERIE

cover

di: Demetra Kanakis

Editore: Le Mezzelane

Prezzo: € 2,99 (ebook) – € 7,90 (cartaceo)

Pagine: 126

Formato: digitale e cartaceo

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Laura è innamorata di Manuel, che riesce a coinvolgerla in un intrigante gioco erotico, spingendola in situazioni sempre più estreme che turbano Laura, la quale, però, è determinata ad assecondare il suo uomo. Un giorno viene scoperta mentre, filmando un video nel camerino, geme di piacere. Il direttore, furibondo, le ingiunge di non farsi più vedere in quel negozio. Dopo questa figuraccia, Laura, sconvolta, arriva da Manuel con diverse ore di ritardo e scopre una dura realtà. Capisce di aver idealizzato la loro storia e, disperata e umiliata, dopo una scenata, scappa via.

Settimane dopo un’amica le chiede di accompagnarla proprio nel negozio da cui è stata cacciata, lì rincontra il direttore, che le fa una scenata. L’indomani però lui la chiama per scusarsi e la invita per un aperitivo. Spinta dal desiderio di rivincita, Laura accetta. Iniziano a frequentarsi e lui, convinto che la biancheria intima sia una fissazione della ragazza, le regala capi pregiati e sexy, ma lei ne è infastidita. Dopo molti dubbi ed equivoci, Laura chiede all’uomo di trascorrere insieme un fine settimana sul Lago Maggiore: è l’ultima occasione per capire se la loro storia abbia un futuro.

Demetra Kanakis scrive da tempo sotto altra identità e questo è il nome che ha scelto per scrivere di amore e di piacere, di emozioni e di erotismo. Ama molto viaggiare, soprattutto verso località marine, vivendo in una città lontana dalla costa. E’ fermamente convinta che la vita abbia molta più fantasia delle storie che si raccontano e che il limite tra realtà e finzione sia incerto e spesso superfluo.