Piccoli (e medi) ma buoni…

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Credo sia necessario sfatare un mito pericoloso, che spinge la moltitudine di scrittori esordienti a bramare la pubblicazione del proprio libro da parte di una grande casa editrice. Ebbene, prendiamone atto: una grande casa editrice non offre nessun valore aggiunto a un autore esordiente né investe su di lui più di quanto faccia una casa editrice piccola o media (purché onesta, sia ben chiaro). Scordatevi mega poster con il vostro bel faccione in tutte le librerie, presentazioni gremite di pubblico, pubblicità sui media, interviste e amenità del genere. É vero, una grande casa editrice dispone di mezzi economici ingenti, ma li investe solo laddove intravede un ritorno economico pressoché certo. Ormai la propensione al rischio dei manager che guidano queste aziende, e che hanno preso il posto dei responsabili editoriali, è prossima allo zero. In altre parole, il libro di Schettino che ha affondato una nave, le memorie di un pentito di mafia, i piccanti retroscena della vita di una velina venderanno? Certo che sì. Allora si investe.

Anche l’importanza della distribuzione capillare a livello nazionale è un mito che va sfatato. Le grandi case editrici, controllando esse stesse i maggiori distributori, manderanno il vostro libro in tutta Italia. Con quali risultati? Se voi non siete conosciuti il 90% (a esser ottimisti) dei volumi torneranno indietro come resi e andranno al macero. Se un autore esordiente non raggiunge un minimo di vendite in un anno (fino a qualche anno fa tre-quattromila copie almeno, ora pare ci si accontenti anche della metà), l’editore non pubblicherà un eventuale vostro secondo libro: “Ci spiace, ma il suo libro d’esordio non ha venduto…” vi diranno. Il libro non ha venduto? Strano, eppure era in mezzo a centinaia di altri, in uno scaffale seminascosto, in una città dove nessuno ha mai sentito nominare l’autore (che peraltro ha la colpa di non aver mai nemmeno affondato una nave e non si è degnato di andare sull’isola dei famosi…)

Non scrivo questo per esperienza personale, poiché io e la casa editrice che ha pubblicato il mio romanzo Senza nome e senza gloria ci siamo scelti a vicenda: l’editore ha valutato positivamente il mio manoscritto e io ho valutato altrettanto positivamente il suo lavoro di editing e correzione. Scrivo questo articolo dopo aver ascoltato centinaia di testimonianze e aver verificato come funzionano le cose.

Siate realisti: trovate un editore che valuti il vostro romanzo, che faccia un accurato lavoro di editing e lo pubblichi a sue spese, senza contributi di nessun genere e avrete fatto il massimo in vostro potere. Dopo di che starà a voi auto promuovervi, girare le librerie, le manifestazioni, scrivere a giornalisti e blogger, sfruttare i social perché nessuno lo farà al posto vostro.

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