Tra arte e tecnica: il krav maga

Il bullismo tra i giovani e la violenza sulle donne, non solo in ambito domestico, sono solo alcune delle piaghe che feriscono oggigiorno la nostra società. Esse, tuttavia, altro non sono che diverse rappresentazioni dello stesso male: esistono persone violente, che compiono atti di prevaricazione e violenza contro chi è più debole di loro. Che si tratti di un uomo nei confronti di una donna o di un bullo liceale di sedici anni nei confronti del gracile ragazzino di quattordici, poco cambia. Si è parlato spesso di come arginare il fenomeno e molte sono le soluzioni suggerite e intraprese. A questo proposito, è nata alcuni anni fa una scuola di autodifesa, un vero e proprio percorso formativo per ragazzi e adulti, uomini e donne, secondo le tecniche israeliane del krav maga (termine ebraico che significa “combattimento con contatto”).

Nato come sistema ufficiale di combattimento corpo a corpo delle Forze di Difesa e di Sicurezza israeliane, con il tempo si è adattato alle necessità della popolazione civile e oggi costituisce un efficace sistema di autodifesa, facile da imparare anche per chi non ha una preparazione militare.

L’ASD SNAKM  Piemonte fa parte della Scuola Nazionale di Autodifesa Krav Maga (SNAKM) che ha filiali in diverse città italiane e che si avvale di istruttori riconosciuti dal CONI.

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Marco Parodi, 47 anni, operatore di pubblica sicurezza e istruttore capo dell’ASD SNAKM Piemonte, ci spiega in cosa consiste il krav maga e come si differenzia dalle altre tecniche di autodifesa.

r.) Il krav maga è un sistema di autodifesa nato negli ambienti ebraici dell’Europa centro meridionale durante la prima metà del ventesimo secolo. Fu in Israele, agli inizi degli anni cinquanta che venne chiesto a Imi Lichtenfeld, esperto di arti marziali, di sviluppare un sistema di combattimento essenziale, efficace e pratico, al fine di addestrare le forze armate. E fu proprio grazie ad Imi, e alla sua esperienza di lottatore oltre che di ginnasta, che venne forgiato lo stile e la filosofia del krav maga in Israele. Esso raccoglie a sé le tecniche più efficaci mutuate dai diversi stili di combattimento corpo a corpo come, ad esempio, la boxe, la muay thay, la savate, il ju-jitsu. Da queste discipline il krav maga riconosce e coltiva quelle che sono le tecniche più semplici, ma nel contempo efficaci, per poter risolvere nel più breve tempo possibile un’eventuale difesa a seguito di aggressione. Pertanto è un crogiuolo di tecniche, provenienti dalle diverse e più note arti marziali, che si traduce in una completa conoscenza dell’autodifesa,  semplice e di indubbia efficacia, pur richiedendo necessariamente un costante  apprendimento.

d.) Perché il krav maga non è un’arte marziale?

r.) Il krav maga è privo dell’aspetto rituale tipico delle arti marziali: il luogo di esercizio delle arti marziali è il dojo (letteralmente “luogo dove si segue la Via”) mentre il luogo dove si esercita e si pratica il krav maga è… ovunque! Sintetizzando, l’arte marziale va intesa come una disciplina educativa finalizzata a illuminare la “Via”, al miglior impiego della mente, del corpo e del cuore, indirizzati insieme nella direzione del principio morale. Il krav maga si limita all’essenziale autodifesa, pratica, veloce, efficace. Laddove molte arti marziali prediligono una impostazione attendista, che lascia all’avversario la prima mossa, il krav maga punta, invece, ad una rapida neutralizzazione della minaccia.

d.) L’allenamento non è solo fisico ma anche mentale…

r.) Nel krav maga la testa gioca un ruolo fondamentale per la messa in pratica di quello che impariamo. Non possiamo sottacere che la nostra emotività ci presenterà il conto circa l’effetto sorpresa dovuto a un’aggressione improvvisa, ma la capacità di focalizzare la tipologia di aggressione, la capacità visiva a 360°, ci permetteranno di individuare le vie di fuga e uscire correttamente da un teatro di crisi. Alleniamo la mente ad abituarsi a sensazioni che si attivano in contesti di pericolo.

d.) Ci sono persone che hanno deciso di intraprendere questo percorso formativo dopo aver vissuto brutte esperienze e traumi anche importanti. Non è mai troppo tardi per reagire…

r.) L’esperienza non sostituisce l’addestramento. L’addestramento non sostituisce l’esperienza. L’unico vantaggio nell’affrontare un agguato reale è il fatto di averlo già sperimentato. Nonostante molti nutrano la rassicurante illusione che con sufficienti ripetizioni, esercitazioni o scenari, la vita reale sarà come l’addestramento, molti altri, spesso già vittime di violenza o bullismo, sanno che l’addestramento è comunque importante e il desiderio di non indossare più i panni della vittima sacrificale, gioca un ruolo di primissimo rilievo.

d.) A quale età è possibile cominciare a praticare krav maga?

r.) Nonostante alcune associazioni sportive svolgano con successo interessanti corsi antibullismo per bambini sotto l’etichetta di “krav maga kids”, la pratica del krav maga dovrebbe essere riservata a ragazzi e ragazze con un’età non inferiore ai 13 anni.

d.) Il krav maga prevede sei livelli di apprendimento, contrassegnati da diversi nastri colorati, dal giallo fino al nero. Ce ne vuoi parlare?

r.) Le tecniche sono suddivise in diverse stagioni sportive al termine delle quali si consegue un nastro. La prima stagione affronta le tecniche di difesa in piedi contro un aggressore a mani nude: si studiano le cadute, le tecniche di contatto corpo a corpo, le leve articolari e si conclude con l’esame di passaggio di grado al nastro giallo. La seconda stagione si compone di tutte le tecniche di difesa a terra, lo studio delle leve agli arti inferiori e superiori e si conclude con il raggiungimento, previo superamento dell’esame, del nastro arancione. La terza stagione prevede lo studio della difesa da bastone concludendosi con il nastro verde. La quarta stagione contempla la difesa da coltello dinamico concludendosi con il nastro blu. La quinta stagione si basa sullo studio delle reazioni a seguito di minaccia di coltello statico portando l’allievo al nastro marrone, e infine la sesta stagione che si corona con l’ambito nastro nero, prepara l’allievo a tutte le tecniche finora acquisite con particolare riferimento alla difesa su minaccia da pistola a contatto con il corpo.

d.) Denise Realdini, responsabile del settore femminile, ci spiega quanta importanza può avere per una donna, dal punto di vista psicologico, la consapevolezza di sapersi difendere da un’aggressione fisica.

r.) Frequentare un corso di krav maga, soprattutto per una donna, è un valore aggiunto di grande rilievo, con riflessi positivi sull’autostima e la consapevolezza di “potercela fare” in caso di aggressione. L’essenza dell’autodifesa è un’esigua lista di cose che possono permettervi di sopravvivere quando sareste già spacciate.

d.) Quali difficoltà può incontrare una donna che inizia a praticare il krav maga?

r.) Innanzitutto la consapevolezza di non essere un’amazzone. E poi i timori di non sentirsi adeguata, di sentirsi goffa, di non essere abbastanza “muscolosa”.  Tutte convinzioni pericolosissime. Là fuori, per strada, i cattivi sono in cerca di bersagli facili, e ci sono persone che più di altre si apprestano al ruolo di vittima, e sono proprio queste che il criminale generico cerca. E le cronache, purtroppo, citano quasi quotidianamente orribili violenze subite da donne. Credo che non ci siano tanti compromessi: o si desidera imparare a difendersi, o si inizia a sperare che tutto vada bene, pregando e basta. Il krav maga non contempla la preghiera.

d.) Alcuni potrebbero essere preoccupati dei possibili danni fisici provocati da un allenamento del genere…

r.)  La prima cosa da fare per tutelare la propria salute è munirsi del certificato medico dopo una accurata visita che attesti l’idoneità alla pratica di un sistema di autodifesa che prevede un’attività cardiaca a intervalli. É estremamente importante premunirsi delle protezioni individuali come paradenti, paraseno, conchiglia maschile e femminile, guantoni, ecc. Tendenzialmente ci si può infortunare per una semplice distrazione o per un calo di concentrazione, ma la disciplina in palestra è fondamentale e tra compagni di allenamento deve esserci un rispetto esemplare sempre.

d.) Denise, come si articola una lezione di krav maga? L’allenamento delle donne è differente da quello degli uomini?

r.) L’allenamento delle donne non si differenzia da quello degli uomini se non per l’intensità individuale. Sono solita pianificare l’allenamento a inizio stagione: nei primi tre mesi privilegiamo una preparazione fisica generica, nei successivi mesi una preparazione fisica ausiliare e specifica. La lezione tendenzialmente si suddivide in fase di riscaldamento, stretching e potenziamento muscolare. Segue lo studio delle tecniche, e per concludere un allenamento basato sui principi basilari della boxe o del full contact per abituare il corpo al movimento sotto attacco ma anche a portare i colpi con braccia e gambe.

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