Una biblioteca a dorso di mulo

Il mio primo racconto “L’alpino che giocava ai dadi” ha come protagonisti gli Alpini. Essi ben conoscono il valore dei muli, animali umili ma destinati spesso a compiti nobili. I soldati hanno imparato a rispettare e amare questi animali e oggi, all’altro capo del mondo, nell’America Australe, è proprio a dorso di mulo che viaggia la cultura attraverso i libri.

alpinomulo

In Venezuela, un gruppo di studenti dell’Università Valle del Momboy, della città di Valera, ha ideato il BIBLIOMULO, un servizio bibliotecario a dorso di mulo. Questa iniziativa è rivolta soprattutto ai bambini per combattere l’analfabetismo e promuovere l’istruzione tra i ceti più poveri.

bibliomulo

L’idea di far viaggiare la cultura a dorso di animale risale a tempi antichissimi. Alla fine del X secolo, per esempio, il Gran Visir di Persia Abdul Kassem Ismail, durante i suoi frequenti spostamenti, portava al seguito 400 cammelli che trasportavano la sua biblioteca, composta di 117.000 libri, in una carovana lunga due chilometri. I cammelli procedevano secondo un ordine ben preciso,  in modo che i libri che essi trasportavano fossero sempre classificati in ordine alfabetico dal primo all’ultimo della carovana.

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