La Lirica Persiana a Genova

Sabato 19 novembre alle ore 17,00 a Genova, nella  Chiesa di San Torpete, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Lilli Devoto, per il 40° anniversario delle Edizioni San Marco dei Giustiniani, si terrà

«A VOLTE VELO A VOLTE SPECCHIO» 

LA LIRICA PERSIANA DAL XI AL XIX SECOLO con Musiche dei secoli XIV – XVII.

genua

Di questo eccezionale evento ce ne parla uno dei principali fautori, l’instancabile don Paolo Farinella:

“Il titolo della rassegna appartiene all’incipit di una poesia di Bidel Dehlavi (1644 – 1721), un sommo poeta persiano a cavallo tra i secoli XVII e XVIII: «A volte sono velo a volte specchio / del tuo splendore, e trasalisco attonito / dell’immagine tua nel mio pensiero».

Un’immersione, anzi un’elevazione, un volo altissimo nella lirica persiana, medievale e moderna, lungo dieci secoli che segna certamente uno dei vertici della letteratura di tutti i tempi.

La cultura occidentale, anche in poesia, abituata alla fissità della parola, è suggestionata dalla cultura orientale, persiana in particolare, dalla parola delle immagini, dei colori, dei contrasti e dei contrari, ciascuna espressione non esclusiva del tutto, ma via parziale per introdurre alla navigazione con parole fluide, mai banali, forse impossibili da decifrare per intero. La Musica di autori che saldano lo spazio di oltre tre secoli, s’impone e s’insinua tra le parole rendendole danzanti e divinamente umane perché solo la Musica e la Poesia sono capaci di creare l’armonia della sintesi e della comprensione tra culture diverse, tra oriente e occidente, tra antico e nuovo, tra passato e futuro. Musica e Poesia vanno oltre la lettera materiale e si annidano tra immaginato e sentito, dando ali al bisogno di libertà che è esigenza di sapere e di visione nel cuore della Bellezza.

In un tempo di Muri ciechi e confini di ghetti, noi spalanchiamo le porte della storia del medioevo che la vulgata vuole «oscuro e tenebroso», mentre è stato un faro di cultura e di scambio senza confini. È la nostra risposta all’insipienza dei nostri giorni, questi sì bui, come antidoto alla paura e speranza di futuro”.

Poeti: Abu Sa’id (967 – 1049) – Kāqāni Šerväni (1127 – 1187?) – Anwari (? – 1191) – ‘Aṭṭār Nišāburi (1145 – 1221) – Sa’di Šiāzi (1210 – 1291) – Kˇāiu Kervāni (1290 ca. – 1349) – Salmān Sāvaji (1310 – 1377) – Vahši Bāfqi (1532 – 1583) Bidel Dehlavi (1644 – 1721) – Hātef Esfahāni (? – 1783), accompagnati dalle musiche di Guillaume de Machaut (1300 – 1377) – Giulio Caccini (1551 – 1618) – Alessandro Piccinini (1551 – 1618) – Giovanni G. Kapsberger (1580 – 1651) – Gerolamo Frescobaldi (1583 – 1643) – Andrea Falconieri (1585 – 1656).

I testi delle liriche sono letti da Daniela Duchi e Michele Maccaroni, mentre le musiche sono interpretate da Enrica Bruno, voce – Silvia Manfredi, voce e flauti diritti – Marcello Bagnasco, tiorba e liuto – Federico Bagnasco, viola da gamba.

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