Un abbraccio lungo 2300 chilometri

cammino di compostela1

Partito il 29 maggio scorso dalla sua casa di Bosio, un piccolo comune in provincia di Alessandria, Davide Merlo, 37 anni, è in cammino verso Santiago de Compostela. Un pellegrinaggio lungo appunto circa 2300 chilometri, compiuto a piedi dall’inizio alla fine, zaino in spalla e con tanta voglia di scoprire e riscoprirsi nel cuore.

Dopo aver scollinato l’appenino ligure, ha raggiunto Arenzano, percorso il litorale della Riviera Ligure di ponente fino a Ventimiglia. Poi finalmente Mentone e la Francia. Come dice lui stesso «Con un francese  stile Totò e Peppino, adesso riesco pure a prenotare i rifugi per telefono […] E posso garantirti che la Costa Azzurra, la Provenza e la Camargue che ho conosciuto io non si trovano sulle guide turistiche […] e a 5 km all’ora è tutta un’altra storia, forse meno appariscente ma certo più autentica. Un’esperienza di vita attraverso me stesso ascoltando chi sono, chi posso essere, chi voglio essere

Un pellegrinaggio autentico, quello intrapreso da Davide, che si sta compiendo senza tappe prestabilite o alberghi prenotati, attraverso la mano tesa, la disponibilità di persone sconosciute che gli offrono ospitalità per la notte. Prima di partire è andato alla Curia di Genova per farsi timbrare il suo “lasciapassare” di pellegrino (al giorno d’oggi si sa, siamo tutti più diffidenti verso gli sconosciuti) e così via di tappa in tappa, di ospite in ospite. Una persona in Francia, mi racconta suo padre, ha telefonato a un’amica fissando un appuntamento per Davide per la tappa successiva, e un’altra mano è stata tesa, un altro virtuale (ma non troppo) abbraccio è stato offerto.

A ridosso dei Pirenei Davide farà una deviazione per visitare Lourdes, quindi, a Saint Jean Pied de Port, inizierà l’itinerario classico del Cammino.

Quando Davide riuscirà a portare a termine il suo viaggio (perché siamo certi che ci riuscirà) avrà, tra le altre cose, dimostrato che ancora oggi, nonostante tutto, esiste ancora la solidarietà e la volontà di conoscere e conoscersi. E anche questo è cultura, è arte, letteratura, è lo spettacolo più bello e intenso che l’essere umano può ancora regalarsi.

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