On air… un italiano in Australia

Monteleone 2.4

Con questa intervista cercherò oggi di presentarvi una persona davvero speciale, un uomo di grande spessore umano e professionale, appassionato di letteratura italiana. Un uomo che, dai microfoni di una radio australiana, si è fatto conoscere e apprezzare in tutto il mondo e ha contribuito a far conoscere gli scrittori italiani nel continente australe: Paolo Aurelio Monteleone.

d.) Molti anni fa hai lasciato il tuo lavoro in Italia e ti sei trasferito in Australia, per dare ai tuoi figli un futuro migliore. Sei contento della tua scelta?

r.) Sono stato un pazzo, abitavo in Val d’Aosta, guadagnavo molto bene, viaggiavo in Maserati, vacanze due volte l’anno, vestivo Armani, Zegna e Diadora. Solo un pazzo come me poteva rinunciare al benessere, al lusso e tutti i comfort, per andare dall’altra parte del mondo e ricominciare da zero. Avevamo due figli e mi ero reso conto che per loro sarebbe stato impossibile da grandi affermarsi in Italia. Come tanti, oggi sarebbero dei brillanti laureati disoccupati. Qui sono diventati dei professionisti affermati, stimati e molto rispettati. Non sono mai stato felice di lasciare la mia patria ma è anche vero che non mi sono mai pentito perché l’Italia me la porto nel cuore ed è sempre con me.

d.) Cosa ti manca di più dell’Italia?

r.) Tutto il Made in Italy si trova anche qui, escluso la mortadella, quella buona… quella sì, mi manca. Dal punto di vista affettivo certo mi mancano i famigliari, gli amici, le montagne valdostane e il mare della Calabria, la mia terra natia.

d.) Sei una persona solare, sempre sorridente e dalla voce calda e allegra: è il sole dell’Italia o quello australe?

r.) Io una persona solare? Mi piace l’onestà, il rispetto la solidarietà, la buona cucina, la buona tavola, l’amicizia la famiglia, ridere scherzare, sono allegro e altruista per natura e se questo vuol dire essere un tipo solare, allora lo sono e comunque sia, nel mio petto batte sempre un cuore italiano.

d.) In Australia hai potuto dedicarti alla tua grande passione: fare radio. Ce ne vuoi parlare?

r.) La radio è solo una delle tante passioni. Non è facile realizzarsi, creare uno spazio personale e raggiungere il cuore degli ascoltatori. La radio è come una droga. Ho raggiunto una discreta popolarità, ringrazio Dio per questo, il mio nome è conosciuto in 5 continenti. Non credo di essere particolarmente bravo ma alla gente piaccio così come sono, con i pregi e i difetti che madre natura mi ha dato.

d.) Nei tuoi programmi radiofonici hai sempre dato spazio ai libri e agli scrittori emergenti: da cosa nasce questa tua passione per i libri?

r.) Ho dato e darò spazio agli scrittori emergenti perché sono loro che hanno più bisogno di essere conosciuti e valorizzati. Ne ho conosciuti tanti veramente bravi ma in Italia si diventa grandi solo dopo morti, vedi Alda Merini, per esempio, che da viva la prendevano per matta e dopo morta è diventata una star. Non mi sembra giusto, anzi è davvero sbagliato e per un paese che è la culla della cultura è una grossa vergogna, non ti pare?

d.) Il tuo prossimo progetto ti vedrà impegnato con una Web Radio in cui si parlerà soprattutto di musica e di letteratura italiana. Vuoi anticiparci qualcosa?

r.) Del mio prossimo progetto per ora non posso dire molto, è prematuro ma ti darò notizie dettagliate in futuro e magari riprenderemo un discorso che abbiamo lasciato in sospeso. Posso solo dirti che ci sarà molto spazio per gli scrittori, più di quanto ho dato in passato e ci sarà anche spazio per i lettori perché anche loro hanno diritto di essere ascoltati.

d.) Ora sei corrispondente di Radio Monte Carlo per l’Australia: conoscendoti, ciò non rappresenta per te un punto d’arrivo ma un trampolino verso nuove avventure…

r.) Non credo ai punti d’arrivo o ai trampolini, credo nel mio impegno, nella mia passione e nella fiducia che tante persone hanno nei miei confronti. Credo comunque che valga la pena continuare nonostante gli ostacoli e le difficoltà, lo devo a me stesso e alla mia coscienza.

d.) Al contrario dei paesi anglosassoni, in Italia si legge davvero poco. La comunità italiana in Australia è più… anglosassone in questo?

r.) La comunità italiana in Australia legge abbastanza ma si può e si deve migliorare, si preferisce il cartaceo e posso assicurarti che chiunque viene in Italia, al ritorno porta con se dei libri. Grazie anche al mio programma, la richiesta di libri italiani è aumentata parecchio e questo mi dà una enorme soddisfazione

d.) Un libro che consiglieresti di leggere?

r.) Libri da consigliare ne avrei tanti ma se devo fare un nome allora ti dico: “Oltre il buio il tuo respiro ” di Elisabetta Barbara de Santis, una storia avvincente, un libro che merita di essere letto. L’ho letto ben 5 volte, adesso lo leggono i miei figli e piace molto anche a loro.

d.) L’ultimo libro che hai letto?

r.) “Aliti e sospiri ” di Nadia Pascucci, una bellissima raccolta di poesie.

 

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3 pensieri su “On air… un italiano in Australia

  1. Pingback: Dall’Australia: Siamo tutti italiani | Luca Cozzi

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