L’alpino che andava a votare

 

alpino+mulo

Il mio racconto “L’alpino che giocava ai dadi” ha raggiunto, in meno di tre mesi, un numero di copie vendute che va ben oltre le mie più rosee aspettative. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e voglio rispondere alla domanda che più spesso mi sono sentito fare nelle presentazioni e nelle interviste: qual è il messaggio che la favola dell’alpino porta con sé.

L’alpino che giocava ai dadi è un racconto di poche pagine (non si può tecnicamente definirlo”breve” perché un racconto breve dovrebbe essere al di sotto delle 4000 battute) ma molto intenso e ricco di contenuti.

Il messaggio che ho cercato di trasmettere con questa favola, che si può leggere anche ai bambini, riguarda i valori dell’amicizia, della lealtà, del coraggio che al giorno d’oggi sembrano avere significati lontani, quasi incomprensibili. Siamo in un’era in cui gli amici sono quelli con cui si chatta su facebook, la lealtà è una cosa che si vende al miglior offerente, il coraggio è farsi un selfie sui binari mentre arriva un treno.

Invece l’amicizia è amore. Si amano i figli, si amano i genitori, si ama un fratello o una sorella, si ama la propria donna o il proprio uomo: seppure in modi diversi noi amiamo tutte queste persone. E per l’amicizia, quella vera, è la stessa cosa. Credo che la maggioranza di noi, i veri amici possa contarli sulle dita di una mano. Tutti i reduci di guerra con cui ho avuto l’opportunità di parlare mi hanno sempre detto che l’amicizia e il legame che si crea tra compagni d’armi in guerra sono qualcosa di unico e ineguagliabile. Spesso ho avvertito, nelle persone con cui parlavo, quasi un senso di nostalgia. Credo che, in fondo al loro cuore, molti di loro conservino, nonostante tutto, un bel ricordo di quei momenti passati magari a tenere la testa nel fango perché piovevano bombe, ma avendo al loro fianco uomini e amici veri.

Essere leali significa  fare ciò che si ritiene giusto, anche quando non conviene più. Quando sarebbe più facile voltare le spalle e far finta di niente.

Avere coraggio significa vincere le proprie paure e andare avanti. Perché chi non ha paura non è coraggioso, è solo un incosciente: non sa davvero cosa sta rischiando, non sa quanto può soffrire.

E, ultimo ma non ultimo, il racconto è dedicato a tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per far sì che noi oggi avessimo ciò che abbiamo e che spesso non apprezziamo come dovremmo: una patria, la libertà, il diritto di votare. Anche se ci sono persone come il nostro attuale presidente del Consiglio che, compiendo un reato (D.P.R. 361 del 30 marzo 1957) che probabilmente rimarrà impunito, esortano gli elettori all’astensione, io dico: andate a votare, sempre. Perché ci sono persone che sono morte per darci la libertà e il diritto di farlo.

 

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