70 anni fa il voto alle donne

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Il 10 marzo 2016 saranno esattamente 70 anni da quando si svolsero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del fascismo e le donne poterono votare per la prima volta. È il risultato di un profondo movimento di riforma politico, economico e sociale che trova le proprie basi nella Francia del XVIII secolo. Il movimento che riuscì a far sentire la propria voce nella lotta per il voto fu senza dubbio quello delle Suffragette: erano donne che si battevano per l’emancipazione e il diritto di voto.  In Italia tutto ha inizio nel 1877, quando Anna Maria Mozzoni, considerata la pioniera del nostro femminismo, presenta al Parlamento la prima petizione a favore del voto femminile. Durante la prima guerra mondiale le donne sostituivano, sul posto di lavoro, gli uomini che erano in guerra ed incominciano ad assumere un ruolo ancora più importante nella famiglia. Cresce e si espande la voglia di rivendicare i propri diritti. Nel 1922 un deputato socialista, Emanuele Modigliani, prova a presentare una proposta di legge per il diritto al voto delle donne, ma questa non riesce nemmeno ad essere discussa.

Il 2 febbraio del 1945, con il Decreto Legislativo luogotenenziale n.23, il diritto di voto viene concesso alle donne dal secondo governo Bonomi. Gli artefici della proposta furono due statisti del calibro di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi.

Terminata la seconda guerra mondiale viene riconosciuto il suffragio universale alle donne in Francia, Brasile, El Salvador, Romania e Albania.

Il 10 marzo 1946 venne introdotto anche il diritto all’elettorato passivo (consiste nella capacità di essere eletti), dando così l’opportunità ad un gruppo di donne di essere elette all’Assemblea Costituente.

Nel 1950 le donne riuscirono ad ottenere la legge sul congedo di maternità, mentre, solo nel 1960, sono ammesse a tutte le professioni e dal 1963 possono entrare in magistratura. Importantissimo il loro ruolo nel referendum del 1974 sul divorzio e in quello del 1981 per cancellare la legge sull’aborto del 1978.

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2 pensieri su “70 anni fa il voto alle donne

  1. Legge (quella sull’aborto) che oggi è resa difficilmente utilizzabile a causa dell’obiezione di coscienza. E l’elettorato passivo ancora non è esercitabile appieno se il mondo della politica non sarà diretto, almeno quasi equamente, da donne e uomini. Insomma, abbiamo fatto grandi conquiste. Alcune sono da mantenere con le unghie e con i denti altre da riprendere in mano … La lotta delle donne è ancora lunga…..

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  2. Purtroppo è vero e in Italia, come sotto molti altri aspetti, siamo più indietro della maggior parte dei paesi europei. Naturalmente non bisogna cadere nell’ipocrisia, e anche questo spesso accade. Solo poco tempo fa mi è capitato di leggere di una casa editrice che pubblica solo lavori di donne: se ci fosse un editore che dichiarasse di voler pubblicare solo autori di sesso maschile cosa succederebbe?
    Allo stesso modo, se un nero picchia un bianco è un comune delinquente, se un bianco picchia un nero è un razzista. L’ipocrisia nuoce a tutte le cause progressiste.

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