Il potere della parola scritta

Suad

Bruciata viva. Vittima della legge degli uomini (titolo originale: Brulée vive) è un romanzo autobiografico, scritto da una donna palestinese della Cisgiordania, conosciuta con lo pseudonimo di Suad.

Essendo una femmina, Suad viveva praticamente segregata. Non le era permesso andare a scuola, vestirsi come voleva, guardare un uomo.  Quando, a diciotto anni, rimase incinta prima del matrimonio, il padre la condannò a morte. Le fu versata addosso della benzina e le fu dato fuoco. Ma, nonostante le gravi ustioni, Suad riuscì a sopravvivere e perfino a dare alla luce suo figlio.

Grazie al prezioso aiuto di Jacqueline Thibault della Fondazione SURGIR riuscì a fuggire dalla sua famiglia, da quella società ottusa, retrograda e crudele e riparare in Europa.

Il suo libro, pubblicato in Francia nel 2003, è stato tradotto in 37 lingue e ha venduto milioni di copie.

Suad, che ora ha tre figli, per ragioni di sicurezza mantiene il suo anonimato, vive in una località segreta e in occasione delle sue apparizioni in pubblico, indossa sempre una maschera ma, grazie al potere della parola scritta, è riuscita a denunciare al mondo l’atroce crimine di cui è stata vittima, sfidando le leggi crudeli di culture ottuse e primitive.

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